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V. 8. Yil.ma dice de la gento que S. A. ha de traer en su compaîia, que
son tres banderas que pueden ser hasta mil hombres, que le auisase si seran
roa, esso habbia scritto in tutto particolarmente a V. M., non ho perciò vo-
luto lasciare di darle breue conto di quello ch' esso Adam comunicò meco ;
che fu ch’ egli haueua commissione dal Prencipe Doria di dire a Y. M., che
circa alle cose della fortezza era apparecchiato a fare quel tanto che V. M.
gli comandasse; ma s’ella hauesse voluto saper il suo parere, gli direbbe i
molt' inconuenienti che ci possono nascere; li quali, per esser tanti et al mio
giudicio inconcludenti, non siarò a dar fatica a Y. M. d’intendergli per
questa; poichè, come pù volte ho scritto a V. M., la vera sicorià di que-
stà Città, è la delta for.ezza; e sapendo quanto in ciò Y. M. conosca, per la
molta sua prudenza, non m’affaticherò in dirgliene altro , essendo sicuro che
V. M. si risoluerà in quello che tanto conuiene al suo Imperial seruiggio. Non
voglio lasciar di ragnagliare a Y. M. come detto Prencipe Doria, per assai
leggiera caosa , ha licentiato Camillo Dalla Pietra suo Secretario ; il che certo
mi è dolsuto , e per esser molto fidato seruitore di V. M., desiderarei che
tornasse. Del che esso non si sodisfa molto, per hauer con la delta licenza
riceuuto troppo affronto. Nondimeno si è rimesso a quello che sarà giudicato
douer esser seruiggio di V. M., alla quale pertanto mi è parso darne anuiso.
Di Milano, l’ultimo di maggio 1548.
V. Hieri hebbi la lettera de 5 del presente, von la quale Y. M. risponde
a molte mie, e mi dà diuerse commissioni. Non risponderò particolar-
mente a tutti i capi , perchè come Ss’ anderanno eseguendo, così l’anderò
io descrivendo. Risponderò solo a quello che più importa; et acciò che possa
spedire Adam Centurione circa le cose di Genoua, spedisco questo Corriero
a posta, Ho veduto minutamente la lettera dell’ampasciaiore Figueroa, e ciò
ch' egli scriue sopra li discorsi che Adam Centurione hebbe seco auanti la
partenza sua, accusando le difficoltà che si trouano nel far del Castello ; li
quali discorsi sono conformi al ragionamento ch’ esso Adam fece meco al
passar suo di qua; e com’io scrissi a V. M. puoco doppo che egli fu
partito, tutte le difficoltà mi paiono frivole, con ciò sia ccsa che non possono
trouar forma alcuna d'assicurar quella Città in seruiggio di VY. M., se
non vi concorrono due case: l'una, una grossa guardia, l’altra il ridurre il
gouerno in pochi. La prima porta due inconnenienti: l’una la spesa, la quale,
per hauer da esser la guardia grossa, non può esser se non molesta ei in-
tollerabile ; e per esser into;erabile, venendo alla diminulione., succederebbe
quel che succede in Siena, quando ultimamente sanesi scacciarono la guardia ;
l’aliro, la persona a chi s’abbi da commettere il peso d’ essa guardia , per-
chè ancorchè la persona del Prencipe, ta quale si propone a questo, sia fidatis-
sima , nondimeno l’ età sua decrepita fa che sopra di esso non si prssa fare