Object: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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cipe nuestro sefior, porque en su presencia y de V. S. YII.ma y del sefior 
Fernando se determinaria , y que. entre tanto se tracte lo del gouierno, 
porque sì se haze alguna cosa, ayudarà para el otro effecto, y si no que 8. M. 
lernpa mas justa occasion para procurar la seguridad y establecimiento que 
conuiene para las cosas de su ymperial seruicio. Y porque $S. M. escriue 
que embie la copia de mi carta a V. S. Yil.ma, yo lo hago, pues por ella 
se verà lo que podria escriuir; y hauiendo consideracion a lo que S. M. 
escriue, podrà Y. S. crescer el numero de la gente, o consultallo, pues haurà 
tiempo para ello; y de lo que aqui se concluyere darè auiso, llegado que sea 
miger Adam, el qual se spera serà aqui maftiana. 
De Y. YiI.ma Sefioria 
seruidor que las yll.mas manos lesa 
Gomez Suarez de Figueroa. 
che già mi scrisse la M. V. in questo proposito, mostrando di non volere 
che nel Stato di Milano fosse raccolto con esso: A che risposi, com’ Ella 
haurà veduto, che le città tutte ]’ haueano di già apparecchiato, e ch’ io 
non sapeuo come si polesse impedire senza dare notabile eonsideratione alle 
genti. Hora veduto questo che li genouesi hanno fatto, mi sono più confirmato 
in quello che gli scrissi all’ hora, perchè considero che se genouesi, li quali 
non sono direttamente sotto il dominio e sotto l’ubbidienza di Y. M., l’hanno 
raccolto con esso in cospello di tuit' il Mondo, quando con quesv’esempio non 
seguano li veri e diretti vassali di V. M., sarà mollo notato il proceder loro. 
Et io supplico humilmente Y. M, che non consenta che lo Siato di Milano, 
insieme meco che lo governo, siamo noiati di poca creanza, O vero non «ia, 
per troppo volerla cuoprire , discoperta la mente di Y. M., e cià con pochis- 
sima soddisfatione di tutti li vaesali, li quali quanti sono, e per quanto vi è, e 
per quanti modi possono cercare, forzandosi d’honorare questo Serenissimo Pren- 
cipe , non merita il giusto desiderio loro, che V. M. interrompa loro si douuta 
opera... «. . . . Da Sestri, a? 26 nouembre 1548. 
X. Son certo che lo Prencipe mio Signore auisa particolarmente V. M, 
di quello che s’è trattato circa le cose di questa Città (V. Documento CXLIV); 
e per ciò io mi rimetto a S. A. E dolemi che il Prencipe Doria et Adam Centu- 
rione habbino data speranza a V. M., e publicato il negolio per tulto, per douer 
poi fare Ja mala riuscita che hanno fatto. S’ attende hora a procurare che si 
faccino prouiggioni, con le quali ; muorendo il Prencipe Doria , questa Città 
resti secura nel seruitio di V. M.; ma io non ne spero cosa buona, imperocchè 
a douer ottenere questo non hasta prouiggione alcuna minore di quella del 
Castello. Da Genoua, li 10 decembre 1548.
	        
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