{ i 16 } DOCUMENTO X. Lettera dì Don Ferrante Gonzaga a Cesare, sui moti di Genova. 1547, 3 gennaio (Estado, Leg. 1134, fol. 102) Sacra Cesarea et Catholica Maestà. În questo punto ho receuuta l’ alligata dall’ Ambassadore di V. M.., nella quale deue scriuer a lei quello che per un altra scriue a me, cioè l’inno- uatione falta là per il Conte de Fiesco heri a sei hore di notte. Et acciò V. M. sia ragguagliata di quello più che riferisce il Signor di Dulzago (*), quale andando a Genoua incontro là vicino questa nuoua, egli dice che detto Conte ha data libertà & tutte le ciurme delle galere: del detto Principe, et che Giannettino Doria, volendo andare A socorrer in quel tumulto, fu an- mazzato di tre arcabusate, et che persone che lo viddero morto I’ hanno rife- rito à lui. Del Principe la commune voce è che sia morto; alcuni vogliono dire che per la porta di San Pietro d' Arena si sia saluato sopra una fregata alla volta di Ponente. Di tutto questo ho dato auiso & ciascuno de’ Ministri di V. M., et auuertito in Sicilia che si ritenghino tutti i nauili che si cari- cassero per Genoua sin ad altro ordine, et ho pregato il Duca di Fiorenza che per seruitio di V. M. facci il medesimo in tutte le parti di Toscana, et che voglia spingersi fino à confini de’ Genouesi, et dar tutto quel calore alle cose di V. M. che gli sarà possibile. Et domattina penso dar ordine che si possino far infino A tre o quattro milia fanti, persuadendomi che questo moto non sia fatto senza saputa et yntelligenza del Re di Francia, et che francesi non debbino mancare per ogni via che potranno di aiutar questo tumulto, come quei che sanno quanto danno ne può resultar a Y. M. Penso anchora domani o l’altro andarmene in Alessandria , per esser più vicino ei alle cose di Genova, et a quelle d’ Aste et del resto del Piemonte: (*) Imperiale D’ Oria, figlio di Bartolomeo e di Peretta qm. Stefano D’ Oria, signore di Dolceacqua. Morì all’assedio di San Fiorenzo, nel 1553.