( 252.) missione, nè passi per doue io mi sia , sicchè non possino il Principe et gli altri imaginarsi, non che altro, che io ne sappi cosa alcuna, perchè , come dissi , per esser io ambitioso del seruitio di V. M. solamente, mi contento anche solo del veder che Ella venga seruita, ci sia da chiunque si voglia. Lt acciò che niuna cosa che importi di quello che dice il Principe resti senza risposta, voglio pur soggiunger questo, che quella derisione et quello sprezzar di persone che esso Principe fa, et le altre cose che in questo pro- posito dice, non mi piacciono, perchè certo viue ingannato, e se non conosce | male, manco può dire il rimedio; e se Nicolò Doria è di poca portata, tanto giù doueua farlo castigare, chè sarebbe stato esempio agli altri; et poteua ‘arlo giustamente, perchè se si procede alla captura di vno che sia per ima- ginatione et per inditii soli sospetto, come si procede ogni giorno, et YV. M. che è espertissima del mondo lo sa, perchè non si poteua precedere alla captura di Nicolò Doria, contra il quale non si haueuano inditii soli , ma sì haueua la confessione sua, si può dire, et polige di sua mano che lo rendeuano con- aineto ? Nè eraci poi altro da fare se non liberarlo, se fosse stato innocente. Ma si trouerà che al Principe non basta l'animo di farlo pigliare, perchè non ha quel fauore nella città che vuole gli sia creduto, el che Nicolo Doria è di portata più di quello che egli non lo fa; et che odiando il Principe il cardi- dale Doria et tutti li suoi adherenti, come odia, non haurebbe voluto perder la occasione di vendicarsi contra di lui, se hauesse hauuto forze da preualere; ma perciò che non le ha, tacque. Tutto questo ho io detto con molta mia nolestia; et poi che sta in mano di V. M., di nuouo la supplico che dia me- dicina la quale purghi questi mali humori, et non gli lasci abondare con suo oroprio danno. Et perchè il principe Doria, secondo il tenore de la detta relatione, mostra desiderare che V. M. risponda a quello che egli et il Duca d’ Alba le scris- sero, et stallo aspettando , sarà forse molto utile alla resolutione, che YV. M. prima di rispondere sia auuisata del riporto del Fanzino. Perciò spedisco il presente corriero a posia per andare solo, acciò V. M. si possa seruir di {uanto scriuo, se pur farà al proposito (1). ‘!) Continuazione e fine delle lettere del Gonzaga, nei Particolari sopra citati. 1. Rimangono solamente quattro capi da rispondere, in particolare ; il primo è quello di Genoua. Io farò fare un disegno del Castelletto vecchio di Genoua, ° lo manderò subito a V. M., chè Gio. Maria ingegniero si itroua hora in Tortona alla fortificatione di quella terra. Ma per dir a Y. M. quel che mi ri- :ordo, il sito di detto Castelletto egli è eminente, e predomina alla Città tutta: