( 259 ) scerian grandes ynconuenientes; y despues de hauello $. M. aydo, con ma- duro consejo, determinò que el mejor remedio era lo del castillo, porque de mera, che so bene che V. M. non ce lo fa, per essere esauste com’ Elia sa, ma dico sopra de’ mercanti, perchè questa Camera ha fatto con essi tanti partiti, per valersi anticipatamente dell’ entrate e supplir alli bisogni che corrono, ch’ ultimamente mi è stato forza mandar a Gunoua a far partito, per supplire alla paga di questo presente mese. Biso*neria donque che YV. M et l’aliri suoi Ministri, che trovassero della somma, e la mandassero in poter dell’ ambasciator Figueroa, o vero mio, per non dar sospelto in Genoua, acciò si trovasseso pronti all’ arriuo del Principe mio Signore in quella Città, in aiuto di quest’ importante opra. Io no posso dir altro a Y. M., se non offerirgli, non so che puoco che m’auanza di quello che comprai in Sicilia con la taglia de’ prigioni che feci in Francia, li quali possono essere da venti o sia venticinque milla scuti, tutti a seruiggio della M. V. Li materiali non si possono pigliare da altro luogo che da quello di Genoua, perch’a condurcceli d' altroue, sarebbe non finir mai con spesa intolerabile ; e credo che non se ne mancherà per una così picola cosa, com’ è questa della fortezza; poichè, come V. M. sa, genovesi fe- cero in pochissimo tempo così gran machina com’è quella della fortificatione di Genoua. E quanto all’ operarii, qui non ve ne mancheranno quando sarà bisogna, ancorch’ io creda che sarà meglio il valersi di quelli di Genoua, ai quali è da stimare che (importi ) molto puoco che si faccia o si lasci di fare la fortezza, non essendo in loro piacere cosa tale; tanto più che li sopra- stanti , li quali saranno Gio. Maria ingegniero et altri confidenti, hauranno cura che non commettino frode. Di Milano, li 13 giugno 1548. VI. Ho nhnauuto la leitera di V. M. delli 19 di quesio, con le copie che con essa vengono della risolultione da lei presa sopra le cose di Genova e Siena. Quanto a quelle di Genoua , già non mi resta da replicare .cosa al. cuna, perch’ io credo, che Y. M., secondo il solito suo, sia venuto a deli beratione malurissimamente , poi che già V. M. hauerà spedito Adam Cen- lurione. So ch: hormai non se ne può nè aggiongere, né sminuire, benchè vedendo esser menata sì in longo l’ esecutione com’ è, venenda riserbata all’anno futuro, non posso se non dubitare che di qui là non ci sopragionga qualche mutatione che c’ inuolga sottosopra tuttii gli dissegni ; e questo per gl’ humori della Città, tanti e tanto varii, per l’ età del Prencipe Doria, la quale non sostiene ditalione, e per l’occasione che si lascia passare del Pren- cipe mio Signore, la quale portaua seco forze di galere e di genti, e tutta l’au- torità che bisognaua, incidentemente , senza alffettatione e senza generar so- spetto alcuno. Oltre questo, ce’ è moll’ apparenza di nonità de’ francesi, come Y M. potrà far vedere per l’alligato Sommario al quale io non nosso non