IX

Se però gli interessi e le esigenze delle zone alte sono (per la conformazione del
suolo calabro) prevalenti, non esauriscono appieno il problema della regione. Per la
Calabria accanto all’ elemento monte è quello mare; e della Calabria non intende la
storia e l’avvenire chi ne prescinde, giacchè, come le antiche civiltà elleniche fiorirono
dei traffici marinari, solo la utilizzazione delle risorse dei due tepidi mari che bagnano
il massiccio calabrese può assicurare nell’avvenire il risorgimento pieno di una regione
che altrimenti, pur rimboschita e rinsaldata, rimarrebbe povera. Il mare, ossia il commercio,
 arricchisce; la montagna non può, di solito, bastar a sè stessa, ed a colmare
il disavanzo del suo bilancio ha quasi sempre bisogno delle rimesse dei suoi figli; ha
bisogno cioè di essere una matrice di « uomini &gt; per altre terre.
Un’ultima considerazione preliminare va fatta circa le questioni della Calabria,
nelle quali influisce, come fattore di grande rilevanza per tutta la vita sociale ed
economica della regione, la sismicità del terreno ed il periodico ripetersi di foschi
disastri, che non solo distruggono esistenze e ricchezze faticosamente accumulate, ma
entrano come elemento permanente nell’ abitudine e nella vita popolare. Tale fattore,
 che in queste note non si studia ed è lasciato a separate relazioni (la prima
delle quali, dovuta al mio predecessore, è documento dell’opera dello Stato Italiano a
sollievo del tragico lutto del 1908), contribuisce a dare speciali connotazioni al problema
calabrese ; che veramente, per più di un aspetto, si viene ad individuare nel seno del
problema generale del Mezzogiorno, così come la Calabria è in certa guisa una penisola
 della penisola italiana, il lembo estremo ed a sè della patria, al quale fu per
la prima volta dato il nome d’Italia.

Della legislazione speciale per la Calabria fu variamente discusso ed apprezzato
il contenuto. Tendenza dei critici è, più spesso, la accentuazione di qualche particolare
aspetto delle questioni; e nella rapida vicenda degli studi e dei punti di vista sopra
il Sud non si è sempre avuta continuità di visione e di indirizzo, ma si sono succeduti,
 come criteri dominanti, punti di vista unilaterali, e si è creduto più di una volta
di trovar il rimedio per ogni male.
Dopo le conclusioni della prima inchiesta agraria Jacini (che ebbe per la Calabria
relatore il Branca, e preparò per tutta Italia lo sgravio dei tre decimi di fondiaria
ed il dazio protettivo del grano) si invocò sovratutto per il Mezzogiorno il credito
agrario ; e vennero provvedimenti e ausilii di Stato; ma gli effetti furono tali che oggidì
 i maggiori studiosi deprecano ogni sîorzo pel credito, e ne temono gli abusi, e lo
vogliono soltanto e sempre spontaneo. Il male, più che nell’artificiosità, consistè nella
mancanza di fiducia solidale, di rispetto a’ proprî impegni, di probità finanziaria di
qualche proprietario ; e, se è giusto non voler incubazioni artificiali di Stato, e tener