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il grandissimo valore dei rimboschimenti, che vanno in prima linea; ma conferma una
volta ancora che un rimedio solo non c'è, e bisogna salire ad una visione integrale
dei problemi.
Nel succedersi delle soluzioni pel Mezzogiorno si è, di recente, dato molto rilievo
al fatto dell’emigrazione, della quale si è genialmente messa in luce la enorme imporianza,
 non prevista e non sospettata da nessuno finchè il fenomeno non si impose
con le sue. proporzioni. Certo, se ha conseguenze non buone pel diradamento di braccia
 in questo momento di speciale intensità di opere pubbliche, e sovratutto pel turbamento
 della compagine demografica, l’emigrazione ha il grandissimo vantaggio, insieme
al rimovimento del vecchio ambiente, di determinare una capitalizzazione monetaria, di
cui altrimenti non si avrebbe avuta la possibilità. E questa, senz'altro, è gran risorsa
per la patria, a cui pro’ vanno i sudatissimi e cospicui risparmi di tanta gente operosa.
Ma, anche qui, non bisogna sperare il miracolo, e ritenere senz’altro che le forti
somme rimesse in Italia da calabresi emigrati vadano tutte a favore della miglioria e
del progresso del suolo calabrese. Il rifacimento edilizio, l’appoderamento e la buona
coltivazione di terre acquistate da americani non sono fatti generali e comuni, e non
è ancor avvenuta quella che parve ad alcuno rivoluzione sociale di un «&lt; popolo che
da sè si redime ». Beneficî vi saranno, e molti; ma l'aver il capitale non significa
ancora farne uso diretto per la propria regione; giacchè, in sostanza, la parte di gran
iunga maggiore delle rimesse va alle casse di risparmio, agli istituti di credito, ed
ha servito mirabilmente al finanziamento dello Stato, alla conversione della rendita,
al sostenimento delle spese coloniali ; ma non si è investita in. trasformazioni culturali
5 industrie nella Calabria e per la Calabria. Pur non credendo alla efficacia delle misure
dall’alto e confidando sempre nella spontaneità dei tornaconti, che non si possono creare
ma predisporre, sembrerebbe giusto studiare questo problema: come e fino a qual
sunto l’azione legislativa ed i provvedimenti di Stato possano agevolare il buon uso
a favore diretto delle Calabrie del tesoro raccolto con sì grave sacrificio dai figli della
‘erra calabrese nei lunghi esilî transoceanici, ove si assoggettano ad ogni fatica, pur
di risparmiare qualcosa per le loro famiglie.
Non è qui il luogo di toccare altri aspetti della questione calabrese, che hanno
meno attinenza coi lavori pubblici, ma pur sono decisivi per l’avvenire delle terre
ineridionali. Per la istruzione popolare, fondamento precipuo dell’elevazione delle genti
nostre, sorgono diîficoltà e necessità di organizzare la costruzione degli edifici scolastici
 (e questo è problema di lavori pubblici ma che rientra nei compiti di altre
Amministrazioni). Concernono indirettamente lo sviluppo dei lavori pubblici, in quanto,
risoluti, sarebbero garenzia di pronto eseguimento di tante opere attese invano, i
difficilissimi problemi dell’assetto delle finanze locali e quello, propriamente organico.
dell’ ordinamento delle amministrazioni comunali in modo da evitare insieme le possibili
 pressioni dall’alto e le mutevolezze e gli abusi delle parti in lotta fra loro: al