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dovere-di-Stato di costruire le strade di allacciamento dei comuni isolati; norma questa
she potrebbe ritenersi assorbita nel vasto elenco di comunali che la legge del 25 giugno
contempla, ma è risultato opportuno richiamare anche per la Calabria. E nella fervente
 speranza di veder sorgere nuovi centri abitati gioverebbe pur anche sancire fin
da ora l’obbligo per lo Stato di allacciarli alla prossima rete stradale esistente. Modifiche
 tutte, come si vede, di non grande rilievo e non tali da intaccare l’ossatura
del programma stradale dalle leggi stabilito, che è bene mantenere sotto altri aspetti
lermo, resistendo anche all’insistenza di asserte dimenticanze ; giacchè è buon canone
di pubblica amministrazione, e LE. V, lo ha posto a base di ogni sto atto, che, prima
di assumere nuovi impegni, debba lo Stato mantenere quelli che ha già fatti alle aspet-‘anti
 popolazioni.
Diversa dalla questione delle aggiunte e modifiche al programma stradale delle leggi
vigenti è la questione del piano regolatore che, sovratutto come graduatoria nel tempo,
l’Amministrazione traccia a sè stessa per tradurre in atto il programma dalle leggi sta-Jilito.
 Due appaiono le esigenze principali cui la viabilità calabrese deve soddisfare. Da
«n lato dare un accesso rotabile ai paesi che ne son privi, ed allacciare ‘alla vita più
centri che sia possibile; dall’altro migliorare la rete stradale ed aprire dirette e più
brevi comunicazioni fra versante e versante e valle e valle. La Calabria non ha unità
geografica ed economica ; siamo proprio all’opposto dell’alta Italia, che è una valle sola,
un solo bacino, il Po; il qual fatto molto spiega della storia e del progresso di quelle
località. In Calabria bacini molteplici son divisi da giogaie, chiusi in chiostre diverse,
lontani fra loro, molto più che da altre regioni, nè è facile fondere insieme questi
diversi deflussi e sbocchi di attività ; tanto più ricordando che le vie di rannodamento
&gt; di espansione dovrebbero essere i mari e lungo i mari. Epperò dei due compiti della
viabilità &lt; dare accesso ai centri abitati, e mettere in comunicazione i versanti e le valli
ed i bacini diversi delle Calabrie &gt; apparirebbe giusto dar la precedenza al primo. Un
altro criterio di preferenza dovrebbe essere quello di completare i tratti intermedi o
residui di strade già per il rimanente costruite ; dovrebbe cioè mirare ad una maggior
concentrazione di sforzi per raggiungere effetti utili, evitando l’errore di cominciare
cento opere per accontentare tutti, e di non finirne nessuna. Non è tuttavia da dimenticare
 le ragioni di ordine morale, per le quali convien attenersi possibilmente ad una
certa giustizia distributiva e ad un equilibrato riparto di benefici, anche nel tempo, tra
le varie parti di una stessa regione. In realtà i criteri direttivi sono utilissimi; ma è il
temperamento pratico, la soluzione concreta, l’adattamento migliore alle condizioni di
‘attok“che bisogna raggiungere; e non solo di quelli accennati, ma di non pochi altri
coefficenti ispirati ad un senso di maggiore realizzazione. deve essere risultante l’opera
della pubblica Amministrazione.
Due piani regolatori vennero concretati nel 1907 e nel 1910; e tutti e due, piuttosto
 che valore di determinazione sufficentemente approssimata della spesa per le sin-