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progetti all’ approvazione governativa. La Direzione generale non ha nascosto che, se
offerte serie le venissero fatte in tal senso, non avrebbe difficoltà pregiudiziale di esa
minare e trattare; essendo suo proposito di nulla lasciare intentato e di non trascurare
qualsiasi elemento che possa agevolarne il difficile compito.

È stato scritto che l'avvenire del Mezzogiorno è legato allo sviluppo delle comunicazioni
 ferroviarie, che devono correggere ed attenuare gli inconvenienti della postura
geografica derivante specialmente dalla forma allungata della nostra penisola e dalla
montuosità. Le ferrovie hanno esercitato benefiche influenze nelle spiagge calabresi
portandovi un risveglio di vita e si possono dire in certo senso fattore di bonificamento
 non meno delle canalizzazioni e colmate. È cominciata la discesa al piano, lungo
la litoranea via ferrata, delle popolazioni che le incursioni barbaresche. insieme ad altre
cause, avevano sospinto sovra i gioghi montuosi,
Anche per le ferrovie (e molto più che per le strade) v’ha chi vorrebbe rimandarne
 la costruzione, chiedendo invece boschi ; mentre è da osservare che son ordini
diversi di bisogni, da soddisfarsi egualmente; e, se anche apparissero più urgenti i
boschi, si è fatto bene a risolvere completamente il problema ferroviario calabrese, inquantochè
 le costruzioni ferrate non solo richieggono parecchio tempo (e rimandarne l’ inizio
 significherebbe rinunciare per una generazione al vantaggio del vapore), ma raggiungono
 inevitabilmente di anno in anno costi più alti di costruzione (cosicchè, se. non si
fosse concluso con la Mediterranea due anni fa, oggi le condizioni tecniche e del mercato
 finanziario richiederebbero patti ben più gravosi allo Stato), ed infine l’onere finanziario
 è rimandato a costruzione ultimata, sotto forma di annualità diluita nel tempo
(epperò non sottrae immediate disponibilità finanziarie alla grande opera dei boschi e
delle acque).
Quando la Calabria fu unita all’Italia non aveva un metro di via di ferro; e, se
nel 1906, attraverso la oscillante politica delle costruzioni ferroviarie, erano aperti all’esercizio
 in suolo calabrese quasi mille chilometri di ferrovia, si trattava sovratutto
di vie di grande comunicazione attraverso la Calabria, e non di linee calabresi di
interesse locale. Il problema di queste ultime, che si presentò in guise diverse ed in
non poche leggi, non trovò facile risoluzione: nè valsero le agevolezze promesse per
le complementari calabre nel 1902, nè quelle ulteriori del 1905; tantochè nella legge
regionale del 1906, che non poteva obliare la questione ferroviaria, si previde (ove
in breve termine non soccorresse l’industria privata) la costruzione diretta a cura dello
Stato di alcune più notevoli linee destinate a completare la rete calabrese. -
Ma, proprio nel momento in cui con magnifico sforzo lo Stato si addossava l’esercizio
 delle linee delle vecchie società, ed urgevano problemi gravissimi di riordina-