— XXV —

e continuo, o su quelle in cui la previsione dell’elettrificazione fa risparmiare all’atto
costruttivo spese per maggiori pendenze, minori gallerie od altre opere d’arte.
In ogni modo la concessione dei 700 chilometri di ferrovia ed il loro avvenuto
inizio segna veramente un punto decisivo; e se la vaporiera potrà penetrare tra quelle
balze e sarà notevole impulso al movimento ascensivo dell’agricoltura, ciò si dovrà
alla legge del 1910, che all’erario porterà una spesa annua di sei milioni e mezzo per
settanta anni. Ossia la rete calabrese costerà in complesso un mezzo miliardo, ma
sarà elaterio possente di tutta la vita della regione. -
Nella legislazione italiana si è venuto formando, di fronte alla legislazione delle
ferrovie di Stato, un complesso organico di provvedimenti che, con carattere unitario
(sebbene con necessaria specificazione di norme), abbracciano, assieme alle ferrovie
concesse all’industria privata, due minori forme di trasporti a trazione meccanica: le
tramvie e gli automobili in servizio pubblico; così che abbiamo ormai il codice dei
‘rasporti a trazione meccanica concessi alla privata industria.
Di tramvie in Calabria si hanno solo due chilometri attorno a Catanzaro. Di urbane,
 attesa la piccolezza cei centri, non è da parlare; e solo a Reggio, che si è
slargata nei suoi baraccamenti, si sta provvedendo ad una ristrettissima rete. Di quella
altra categoria, che si è venuta negli ultimi anni giuridicamente configurando, e diîfferenziando
 dalle ferrovie economiche, &lt; le tramvie extraurbane &gt;, cui lo Stato concede
sussidi, potrà aversi qualche sviluppo solo nelle zone già agricolmente progredite della
Calabria costiera, e specialmente quando la forza elettrica si possa avere a buon mercato
 dagli impianti progettati.
È il terzo, e più modesto, mezzo di trasporto pubblico meccanico, che ci ha riservato
 le più gradite sorprese. Mentre si andava protestando contro la burocrazia
e si disperava dello sviluppo automobilistico nel Mezzogiorno, si venivano creando
linee così numerose di siffatti servizi pubblici, che ormai mettono la Calabria in buon
posto anche in confronto alle altre regioni. È mirabile nel suo complesso lo sviluppo
dell’automobilismo come pubblico, servizio di trasporto; in pochi anni da una disposizione
 piccola, posta incidentalmente in una legge finanziaria, è nato tal impulso di
intraprese e di concessioni che l’Italia ha un vero primato di fronte a tutti gli altri
paesi, come riconosceva già da alcuni anni fa, parlando con lo scrivente, l’on. Miile-‘and,
 allora ministro dei lavori pubblici in Francia.
Superate le incertezze di una prima fase (1904-1908), in cui molto si volle e
con molta inesperienza fare, e sia per l’inesperienza e sia per i bassi sussidi si ebbe
un vero cimitero di concessioni, s'aprì dal 1908 in poi un secondo periodo, che ha
dotato l’Italia di circa diecimila chilometri di linee automobilistiche. Certo il problema
di siffatti trasporti non è appieno risoluto ; non si può con l’automobile — attesi gli
alti costi d’esercizio — provvedere al trasporto delle merci; e, ridotto a quello delle
persone, l’automobilismo in servizio pubblico è stato detto un lusso, il cui onere grava