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simi fitti, contratti di plusvalenza ecc.), sarà necessario aprir queste due vie, la cui
scelta potrebbe ancora lasciarsi ai proprietari stessi. L’Ente avrà diritto o di eseguire
direttamente le migliorie agrarie facendosi pagare dai proprietari mediante contributi
aventi, come le tasse di bonifica, valor d’imposta ; o di espropriare il terreno, pagandolo
 con um’equa indennità, ed anche qui non ‘manca la norma che trovasi nella legge
del 1911 sulle bonifiche e consiste nella capitalizzazione del reddito antecedente se--ondo
 un tasso mobile dal 2 al 6 per cento. L’esproprio non deve più far l’effetto
di spauracchio e violazione del diritto dominicale che ormai nella coscienza generale
importa dovere di buon uso; e si ricordi che il principio di espropriare i proprietari
inadempienti è acquisito a molte leggi, e lo vedemmo già in quelle di Sardegna e
nella recente per la Sila, nel caso di diniegato acquisto dell’acqua di irrigazione. Sulle
terre espropriate dall’Istituto potrebbesi poi (per tener conto di un altro grave problema
amorosamente studiato dall’on. Villari, dall’on. Franchetti e dall’associazione per gli in-:eressi
 del Mezzogiorno) accordare una preferenza agli emigranti rimpatriati per la
‘ormazione di piccole proprietà. Ed in generale tutto questo lato del popolamento delle
terre bonificate non dovrà esser trascurato, perchè è essenziale; nè potrebbe respingersi,
 ma anzi dovrebbe esaminarsi con ogni benevolenza, una proposta di eventuale
ntervento della cooperazione nelle forme delle aîfittanze collettive.
Tali sono le linee, non ancora precisate, in base alle quali si sta trattando col
gruppo dei promotori dell’ Istituto. Potrà questo a suo tempo aver forma semipubblica
&gt; almeno” statuto approvato dal Ministero ; basta intanto un comitato d’esecuzione per
oncordare lo schema della concessione, ed, in vista di questo, presentare le convenienti
 proposte legislative. Sarà una seconda legge concreta dopo quella della Sila, e
non meno di essa — si confida — segnerà un punto di leva pel divenire calabrese.
Mercè un’opportuna integrazione di elementi diversi e la creazione di un ente speciale,
si giungerà ad attuare un dovere di Stato, che altrimenti non sarebbe adempiuto ; ed
un dovere altresì a cui hanno finora mancato i proprietari locali. Questi faranno un ot-‘imo
 affare, ottenendo i capitali sotto il saggio del mercato per migliorare i fondi e
raddoppiarne il valore ; l’Istituto potrà come un buon appaltatore guadagnare nell’eseguimento
 della bonifica idraulica; per studiare e condurre la quale potrà valersi di tecnici
valorosissimi ben pagati e davvero specialisti, e potrà poi guadagnare sui terreni espropriati,
 come fanno l’Istituto dei fondi rustici ed altri analoghi organismi. Ma anche lo
Stato, a somme definitivamente tirate, avrà fatto un buon affare, poichè le imposte gli
assicureranno un'entrata permanente ed avrà speso molto meno, che se avesse eseguito
la bonifica direttamente con oli organi propri. 1 buoni contratti sono quelli in cui tutte
le parti trovano la lor convenienza, e bisogna diffidare dei contratti in cui pare che il
vantaggio sia tutto dalla parte propria. L’onorevole relatore per la Calabria della Commissione
 d’inchiesta sui contadini del Mezzodì ha messo bene in luce che bisogna incoraggiare
 i capitali ad investirsi nel terreno e nelle industrie, e che occorrono intraprese ca-