coincidere opere di categorie diverse che giovino insieme alla saldezza delle borgate
e tolgano più alla radice il danno insidioso delle frane. Si eviterà così che il rimedio
dei robustamenti immediati intorno alle case riesca superficiale, e costi sacrifici sprosorzionati
 allo scopo.
Alla figura giuridica dei consolidamenti corrisponde un contenuto tecnico assai
complesso e vario, che dai muraglioni a sostegno dei caseggiati va alle briglie nei
:orrenti’ sottostanti ed alla ricerca ed incanalamento delle acque sotterranee; ed è
pertanto assai delicato il compito dei progettisti, anche per resistere alle richieste
e pretese talora eccessive degli abitatori del luogo. Buon lavoro, comunque, si è
‘atto; ed assegnati i limiti dell’azione statuale, stabiliti per i maggiori lavori piani
generali e graduatorie di esecutorietà, si sono dal 1906 al 1913 ultimati consolidamenti
 per un milione e mezzo, mentre in corso ve ne sono per mezzo milione, ed
altri progetti per altrettanta somma saranno tra breve appaltati. Molte temibili frane
vennero così già fermate; e le opere consegnate ai comuni per la manutenzione.
Ma anche se meglio connessi alle sistemazioni dei torrenti e dei boschi — come
 si vuole d’ora innanzi rigorosamente fare — i consolidamenti dei vecchi borghi
nei loro dirupi non sono sempre la soluzione logica e rispondente agli interessi della
Calabria di domani. Risulta talora impossibile ottenere stabilità sul luogo, per le sue
condizioni geosismiche, ed è indispensabile che i paesi si spostino verso suolo più
fido. Ed. ecco venir fuori, dopo quella del consolidamento, l’altra figura giuridica del
trasferimento d’abitati, che già la legge regionale del 1906 accennava, ma quella successiva
 del 1908 disciplinò con qualche ampiezza di norme e ne fece istituto non
ver le sole Calabrie ma per l’Italia tutta, designando centri franosi da rimuovere nelle
varie regioni. In forza di tale istituto, che giunge all’obbligo dei proprietari di abbandonar
 le zone pericolose, lo Stato interviene, prescegliendo la nuova località, espropriandola,
 tracciandovi il piano regolatore e costruendo gli edifici pubblici come nucleo
del centro nuovo; mentre ai proprietari sovviene cedendo gratuitamente le aree per
‘abbricar le lor case e concorrendo col 2,75 per cento al pagamento delle annualità
 dei mutui che i proprietari stessi contraggano con istituti di credito fino alla
somma di 4000 lire per ogni famiglia. Per un primo tentativo in materia nuovissima
queste norme son ardite ed interessanti ; ma conviene confessare che quella del 1908
è ancora in sostanza una legge-germe, e riesce incompleta, ed inadatta alle Calaorie
 da cui prese le mosse. E difatti, se studi si fecero e vari progetti sono in corso
di pubblicazione, per nessun abitato calabrese si sono iniziate opere effettive; e questo
 titolo di provvedimenti è rimasto senza risultati, tranne per un solo piccolo ed
2peroso comune del Veneto.
Le cause di questo insuccesso sono sovratutto nella resistenza delle popolazioni
che si oppongono quasi sempre alla migrazione del loro focolare, per ragioni tenaci
di sentimento, e per solide ragioni d’interesse ; giacchè avviene che per le inesorabili