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esigenze della sicurezza tellurica sorga il nuovo centro più lontano dal campo delle
loro risorse e dei mezzi di loro sussistenza. E, quand’anco lo Stato ‘giunga a tutto
predisporre per l’abitato nuovo, ad elevarvi i fabbricati pubblici, a tracciare le vie, i privati
 avranno sempre bisogno dell’ausilio del credito, e per questa parte sorgon molti
dubbi se vi sieno effettivamente istituti mutuanti, che si accontentino dell’ipoteca su
casupole di scarso valore. Un esempio mirabile di iniziativa e di solidarietà ha dato
quel comunello veneto di cui si fece parola, ove i proprietari conclusero il mutuo in
solido, con la garanzia del Municipio. A questo espediente si pensò negli studi delle
varie commissioni che si sono succedute dal 1908 in poi per esaminare le lacune
della legge; ma è poco sperabile che in Calabria i comuni si assumano tali funzioni.
Si dovrebbero concedere agevolazioni più ampie ed esenzioni fiscali per allettare i
privati ad andare verso i centri nuovi; converrebbe stabilir l’obbligo dello Stato di
costruire i nuovi raccordi con la viabilità ; si potrebbero introdurre accorte semplificazioni
 di procedura; e gioverebbe trar partito di alcuni criteri e norme poste in
egual materia di trasferimenti dalle leggi successive che cercarono riparare i danni
della catastrofe sismica del dicembre 1908. Comunque, una revisione legislativa si
‘impone.
Ed oltre alle norme generali che a tutti i casi non si attagliano, sarebbe bene
cogliere la particolarità dei casi concreti e non lasciarsi sfuggire le occasioni che
si possono presentare, come quella ad esempio di abbinare con le bonifiche e le
industrie alimentate dai laghi silani la formazione di centri nuovi, che accolgano gli
abitatori di villaggi destinati a sparire. A gruppi di emigranti che rimpatriano con. sudati
 risparmi e con la « fame della terra » potrebbe offrirsi il modo di costruire la
loro casetta da americani in località nuove, adatte alla coltivazione dei campi. Se v’è
materia in cui non bisogna camminare con idee fatte e sulla falsariga di poche norme
ourocratiche è questa del trasferimento degli abitati che richiede, più che l’ esecutore
delle leggi, lo studioso dei bisogni calabresi, il quale veda e provveda volta per volta,
‘spirandosi. ai suggerimenti della vita, che sono così molteplici e complessi. In generale,
meglio che sulla coazione verso gli abitanti di zone pericolose, bisognerà basarsi sullo
stimolo e sul giuoco degli interessi; e solo per questa via si potrà assecondare il moto
discensivo delle genti calabre dalle borgate montuose che rappresentano un passato di
baura alle terre basse fecondate dalla bonifica e dal mare.
Il problema del trasferimento degli abitati in Calabria, posto nella legge del 1908,
(u ripreso con ancor maggiore ampiezza dalla legislazione speciale pel terremoto, che
divietò di ricostruire in molti luoghi ritenuti sismicamente pericolosi da una Commissione
 geologica.
La legislazione speciale pel terremoto, che venne in questi giorni raccolta in testo
unico, è, con gli inevitabili difetti e lacune, assai pregevole documento di ur’ azione
riparatrice che fa in sostanza onore al nostro paese. La . maggior parte di Calabria,