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brità degli abituri è ambiente di depressione morale e demografica, mancherà di
apprezzare l’altissimo valore del rifacimento degli abitati calabresi.
Per completare la disamina delle varie categorie di opere pubbliche eseguite -in
Calabria in seguito alla legge regionale, poche osservazioni bastano nei riguardi degli
acquedotti, il cui servizio è di recente passato dal nostro Ministero a quello dell’in-‘erno.
 Tristissime condizioni trovò in Calabria l’unità italiana per il rifornimento più
ssenziale agli usi quotidiani della vita, e la pressione della difesa igienica spinse non
2ochi comuni a valersi dei mutui di favore che varie leggi generali concessero a tutte
e parti d'Italia. La legge del 1906 accordò alla Calabria ancor più sensibili vantaggi,
giacchè (pur non giungendo alla costruzione di Stato che vi è nella legge per la
3asilicata) elevò il sussidio statale alla metà degli interessi e della quota d’ammoramento
 sui mutui contratti dai comuni per costruire acquedotti. Nè, mentre ciò largì
per l’avvenire, mancò di equo riguardo ai comuni più preveggenti, epperò più meri-‘evoli,
 che già avevano costruito l’acquedotto ma non estinto totalmente l’onere relativo,
 e consentì ad essi una sovvenzione da erogarsi in opere di pubblico bene. Dal
1906 a tutto giugno 1911 (data del passaggio del servizio al Ministero dell’interno)
‘rentanove comuni calabresi aveano ottenuto il mutuo, e quando sopraggiunse la benefica
 legge Luzzatti, che provvide a tutta Italia con larghezza di ausilii e con visione
definitiva del vitale problema, fu ammesso che i due benefici della legge 1906
° della legge Luzzatti si potessero cumulare, conservando così una posizione di
2otevole favore alla} Calabria. {Ed ormai la Calabria, in confronto anche ad altre regioni
taliche più ricche (ove ancor sì verifica lo sconcio della mancanza d’acqua in paesi
vicini allo sgorgare di purissime fonti montane), ha mostrato di saper provvedere alla
tutela della propria sanità; e la maggior cura dei pubblici servizi è indice di sicura
3levazione.

Prospettate così le origini delle leggi, i criteri di loro esecuzione e le tendenze
luove per i varî rami di lavori pubblici in Calabria, si possono tracciare alcune osservazioni
 complessive sull’adempimento delle leggi regionali.
È comune convincimento che le promesse di queste leggi non sieno state man-‘enute;
 e purtroppo è vero. Ma, se ciò che si è fatto è poco relativamente a ciò che
si attendeva, bisogna riconoscere che non è poco assolutamente, in sè, come sforzo
realizzato in mezzo alle difficoltà più gravi. Sessantaquattro milioni di lavori finiti o appaltati
 ; novecento chilometri di strade fatte o in via di costruzione; molti abitati
consolidati e provvisti di acqua; superato il periodo più ingrato di preparazione per
la parte idraulica; e tutto ciò senza tener conto dei settecento chilometri di ferrovie
concesse, e di altrettanti di linee automobilistiche, e l’impianto dei laghi Silani definitivamente
 assicurato: non è certo un bilancio tutto negativo di ciò che si è fatto per
le Calabrie.