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male; e meglio e più presto riescono quelle in cui è più acuto lo stimolo dell’interesse,
 consaputo ed attivo, delle forze locali. Ciò non solo perchè (ed è inevitabile
 in assetto democratico) l’Amministrazione non può essere insensibile alla espressione
 dei desideri delle popolazioni interessate; ma sovratutto perchè per lavorar bene
bisogna ridurre al minimo le opposizioni e le chicanes dei proprietari nelle espropriazioni,
 le incontentabilità e le battaglie invidiose per i tracciati e le modalità delle
opere ; e bisogna avere enti locali e popoli alleati e non ostili. Purtroppo l’Amministrazione
 non è sempre stata agevolata, nel suo gravoso compito. Abbiamo avuto dei
casi tipici di organizzazione di leghe di proprietari per approfittare degli esproprii a
fine di lucro eccessivo. Frequentissimi i dissensi e litigi che inducono a riesami sopra
‘iesami sul percorso, ad esempio delle strade. Si pretende, in generale, molta fastosità
? imponenza di opere, e si prescinde del tutto dalla preoccupazione economica. Quando
1n’opera è compiuta, le Amministrazioni locali affacciano infinite domande di rifinimenti,
 completamenti, ornamenti quasi sempre per comodo degli abitati. Tutte le località
 vorrebbero che si cominciasse da loro, e protestano se si comincia dai vicini.
Questa incontentabilità, questa sete di lavori, quest'insistenza acuta, è — in certa
guisa — buon segno del risveglio delle energie calabresi, ed è preferibile al torpore
neghittoso del passato ed al disinteressamento antico pei lavori pubblici. Ma presenta
pericoli, cui ’Amministrazione deve resistere; e sarebbe gran vantaggio, se, senza riunziare
 al vigile controllo ed al pungolo degli elementi locali, si sviluppasse un ambiente
 di agevolazione, di simpatia, di aiuto per l’opera dell’ Amministrazione stessa.

Visti così alcuni fattori di ritardo, su cui meno può influire direttamente lo Stato,
passiamo a quei coeîlicenti di buona riescita dei lavori che rientrano nella sua possibilità
 e nel suo campo d’azione.
Per eseguire lavori pubblici occorrono: fondi sufficienti, organizzazione tecnica
2d amministrazione adatta, buoni appaltatori e buoni metodi di gestione.
I mezzi finanziarî per la Calabria non mancano per ora. Le cause che hanno arrestato
 il normale svolgimento del programma delle leggi hanno accumulato residui,
dei quali l’ Amministrazione può valersi senza timore di ristrettezze o deficienze, per
qualche anno ancora. Si è più volte sollevato il lamento che gli stanziamenti per le
Calabrie non sono stati fatti nella misura dalla legge previsti, e se ne è chiesto il ri-2ristino.
 Per verità a tutto l’esercizio 1912-13 sono stati stanziati in bilancio oltre
14 milioni di lire; e la cifra è solo di 5 milioni inferiore a quella contemplata nelle
previsioni della legge del 1906, e di 7. milioni se si tien conto delle mutate previsioni
del 1907, Non si può, per chi voglia fare, prescindere dalla visione generale del biancio
 dei lavori pubblici che una serie di provvedimenti legislativi ha consolidato per