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la sua parte straordinaria, pur seguendo il ritmo dei bisogni progressivi, tantochè, durante
 la gestione dell’E. V., la cifra complessiva del consolidamento per le opere pub-2liche
 di tutta Italia è stata, in confronto al 1906, raddoppiata. Essa è veramente cospicua:
 150 milioni all’anno, e tende a giovarsi di anticipazioni del tesoro e di altri
sollievi ; ma costituisce pur sempre un limite obbligato ed un letto di Procuste; e va
ripartita Îra tutti i compiti del Ministero, Nella differenza e nel contrasto fra autorizrazioni
 di spesa e stanziamenti effettivi, fra leggi di opere pubbliche e leggi di bilancio.
conviene al buon amministratore valersi di tutti i fondi che ha sottomano; e non è ecesia
 contabile dire che in sostanza il nostro bilancio, che è di competenza, Îunziona
iù che è possibile come bilancio di cassa.
Il proî. Coletti ha giustamente notato che, quando ci si lamenta perchè non son
nantenute tutte le somme autorizzate pel Mezzodì, si fa uno sbaglio economico, e
non si comprende che non si tratta di un giudizio di utilità totale, ma bensì di un
giudizio di utilità marginale. Lo Stato deve ripartire ciò di cui dispone fra i bisogni
diversi, secondo il grado di urgenza e di precedenza ; e, si aggiunga, secondo la possibilità
 di spesa reale dei fondi stanziati in bilancio. Quando, per certi rami di attività,
mancano i mezzi onde eseguire progetti già approntati, si comprende la tendenza ad
utilizzare i fondi disponibili*nel lor complesso, salvo reintegrare a suo tempo i fondi
distolti dalle categorie, per cui attualmente non si è in grado di fare. La cosidetta
nobilitazione degli stanziamenti di competenza (e perfino di residui) è una necessità
ratica di amministrazione, È tuttavia da notarsi che, per le Calabrie, come per altre
regioni meridionali contemplate da leggi speciali, il criterio pratico della utilizzazione
di tutti i fondi disponibili per ciò che è pronto, affine di non lasciarsi alle spalle
residui, non è stato seguito, appunto per un senso di riguardo a regioni, che altrimenti
 si sarebbero sentite colpire nelle loro aspirazioni. E gli stanziamenti (di poco
del resto inferiori alle previsioni delle leggi) sono stati così superiori al ritmo di ese-2uzione
 dei lavori, che in un dato momento, nei capitoli per le opere di Calabria si
accumularono residui di 30 milioni ed ancor oggi ve ne sono per 18. I capitoli sulla
Calabria sono quelli. del bilancio dei lavori pubblici che. presentano maggiore disponi-Jilità
 e consentono un’azione scevra, per qualche tempo, di ‘preoccupazioni finanziarie
in quanto a mancanza difstanziamenti.
Certo però, anche per i lavori della Calabria, non è lontano il tempo in cui l’azione
 governativa esaurirà annualmente i fondi alla Calabria concessi dalla legge di
consolidamento. Il quantum di lavori eîfettivamente eseguiti si desume non dagli stanziamenti
 ma piuttosto dalle somme pagate dall’Amministrazione. E qui da poco più di
un milione negli esercizi precedenti alla legge regionale del 1906 si sale ad oltre
tre milioni ed a quattro milioni in quegli anni 1909 e 1910 che più risentirono la
ripercussione ritardatrice del grande terremoto, e ci si accosta ormai ai 6 milioni annui,
che saranno presto superati. In complesso per opere calabresi sopra una disponibilità