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complessiva di bilancio per circa 50 milioni se ne sono pagati 31. Se poi passiamo
ad un indice ancor più sicuro della attività dell’Amministrazione, e cioè agli impegni
assunti e non ancor maturati (che rappresentano lavori già concessi in appalto ed in
corso d’esecuzione), troviamo una somma complessiva di 33 milioni; che, insieme ai
pagamenti (i quali corrispondono in grandi linee ai lavori eseguiti), forma un insieme
di 64 milioni, traduzione in cifre di quanto si è îatto in adempimento delle leggi regionali
 (senza tener conto delle manutenzioni stradali, delle sovvenzioni per le concessioni
 ferroviarie ed automobilistiche e di altre spese che pur gravano sul nostro bilansio
 pei lavori pubblici calabresi).
Alle opere in corso si aggiungano quelle che cominceranno Îra breve, in proporzione
 geometrica, ed i progetti stradali e idroforestali che sono finalmente pronti, anche
se non si voglia tener conto della riforma vagheggiata per le bonifiche. Il programma
biennale che si intende sostituire alle meno sicure visioni dei vecchi piani regolatori
mporta 110 milioni di opere, dimodochè si potrà arrivare nel 1916 ad una cifra complessiva
 di 170 milioni, in confronto agli stanziamenti che le leggi regionali prevedevano
 in 160 milioni fino al 1924. Tutto ciò dimostra che se per qualche anno ancora
‘ondi vi sono (e più che domandare nuovi immediati stanziamenti bisogna saper spendere
 quelli che vi sono) è fin da ora assolutamente sicuro che, esauriti i residui, tra
due o tre esercizi, occorrerà aumentare gli stanziamenti, e prima che il ciclo previsto
dalla legge di consolidamento sia compiuto occorrerà elevare il limite delle dotazioni
per la Calabria.
Sotto altro e ben più vasto aspetto risorge poi la preoccupazione finanziaria. I
lavori tutti di Calabria sono venuti a costare assai più delle somme previste negli
studi preliminari delle leggi e nei piani regolatori, ciò che in parte dipende dalla insufficenza
 degli studi stessi ed in parte ancor maggiore dai sovraggiunti fattori di considerevolissimo
 rincaro. Abbiam visto che vi son strade che costano come tronchi
‘erroviari, ed alta più di qualunque previsione è la spesa necessaria per la paziente
ricostituzione montana. Di fronte alle cifre scritte nei piani regolatori vi è un primo
aumento quando si fanno i progetti e si appaltano le opere, un secondo quando si
arriva al collaudo ed al consuntivo. Così il fabbisogno viene del tutto mutato. Già il
piano regolatore del 1910 ha dovuto portare un aumento di previsione per 100 milioni
circa sulla spesa autorizzata nel 1906; e, se si devono detrarre 20 milioni di nuove
autorizzazioni in leggi successive, resta sempre um’eccedenza di 80 milioni. Ha poi
l’esperienza dimostrato che nei progetti esecutivi in corso di approvazione o di
appalto si verifica una eccedenza dal 40 ad oltre 90 per cento sulle indicazioni del
piano regolatore del 1910; e se si tien conto dell’altro inevitabile aumento che si
verificherà durante gli appalti e si potrà solo accertare al momento della liquidazione,
non sembra esagerato prevedere che, per eseguire completamente le opere previste
dalle leggi regionali, sarà indispensabile una maggiore autorizzazione di circa 200 milioni.