paese. Cosicchè gli ingegneri, scarsi assolutamente di numero ed attratti dalle migliori
 retribuzioni dell’industria privata, disertavano i concorsi del genio civile. Si ricorse
a varî mezzi, e perfino all’assunzione senza concorsi, ma non si riescì a riempire i
suoti nelle piante; tanto più che si accentuava l’esodo — che si è sempre mantenuto
— di funzionari apprezzati e valenti che lasciano il loro posto per più rimunerativi
incarichi nella professione privata. In questi ultimi anni la ripresa degli studi d’ ingegneria
 ha avuto luogo, i concorsi non son più deserti, ma permangono altre cause
di insufficienza numerica del genio civile. Basta pensare al continuo, ininterrotto impressionante
 incremento delle attribuzioni del Real Corpo, che va valutato non solo
in rapporto al maggior sviluppo delle opere pubbliche in generale (e le cifre dei pagamenti
 fatti annualmente sul nostro bilancio mostrano che è sviluppo doppio di alcuni
 anni fà), ma anche in rapporto alle attribuzioni, estranee alle specifiche attribuzioni
del Ministero nostro, che le leggi affidano a getto continuo a questo Corpo; il quale è
diventato per vero « l’ingegnere dello Stato » ed ha sfera di azione anche più vasta
di quella dell’Amministrazione centrale. È poi pure continua la richiesta di tecnici del
genio civile da parte di provincie, comuni e consorzi; ed il sistema del « fuori ruoli »
per incarichi provvisori cresce ogni giorno. Si è aggiunta la necessità di destinare
alla Libia molto — e fra il migliore — del personale del genio civile. Tutto ciò spiega
come le assegnazioni per la Calabria della legge del 1910 non siano state osservate ;
2d è equo riconoscere che più ancora che in Calabria, la struttura degli uffici è in
:utta Italia completa solo sulla carta; e si attendono come necessità vera i provvedinenti
 generali che sono stati annunciati pel Genio Civile.
Per la Calabria il male si fa sentire di più, perchè esiste una dolorosa ma comune
 resistenza, una vera mancanza di adattamento, ur’ insofîferibilità del personale
ser sedi, che non sono certo fra le migliori, ma non presentano neppure gli inconvenienti
 antichi o mancano dei conforti del vivere civile. L’ingegnere del genio civile,
salvo poche eccezioni, non vuol andare o almeno rimanere qualche tempo in Calabria.
Questo fatto si combina con le esigenze generali del servizio dei lavori pubblici nel-’Italia
 e nelle sue colonie, e con l’essersi verificate in quest’ultimi anni tali ed improvvise
 urgenze che si è dovuto prendere il personale senza riguardi dovunque era.
E ne è derivata una instabilità eccessiva negli uffici di Calabria, che alcuno ha chiamato
 moto perpetuo e cinematografia dannosa agli interessi del servizio. In certi anni
si sono avuti movimenti per una metà del personale; nè i funzionari vengono di
fatto specializzati ; e passano da uffici stradali ad idraulici, indifferentemente ; manca
la continuità direttiva dei capi; ed i cambiamenti di progettisti e di direttori si succedono
 vertiginosamente in uno stesso lavoro. La assenza di stabilità acuisce e fa sentire
maggiormente la deficenza numerica del personale ; e ne è forse malanno più grave.
Alla deficenza numerica degli uffici calabresi non è rimedio sufficente l’assunzione
 di personale tecnico straordinario alla quale si è in vasta proporzione ricorso.