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opportuna giustificazione. Ed in ogni modo si eviterebbero alcune inspiegabili difformità,
 che talora avvengono, di prezzi disuguali in casi eguali.
Un altro punto da esaminare è l’organizzazione della dirigenza tecnica dell’appalto,
 e qui conviene vedere se per opere più importanti non convenga istituire vere
direzioni di costruzioni, a foggia di quelle pei lavori ferroviari, cercando in ogni modo
di eliminare più che è possibile il personale avventizio e straordinario.

Si è trattato finora il problema degli uffici con proposte o attuate o di possibile
attuabilità, senza ricorrere a leggi (giacchè anche alP adempimento della tabella del
1910 niuna legge osta; ed anzi sarebbe osservanza di legge). Ma lo studio non riescirebbe
 forse completo, se non venisse condotto anche da un punto di vista più largo,
cioè da quello di un possibile decentramento delle funzioni oggi esercitate dagli organi
 di Stato. Non è certo il caso di far a questo riguardo proposte concrete, che
investirebbero criteri fondamentali dell’ordinamento e ‘della struttura delle pubbliche
amministrazioni ; ed i brevi cenni che seguono hanno solo l’intento di non lasciare
nell’ombra un problema che molto è stato discusso. e che per la vita calabrese
potrebbe aver importanza decisiva.
Ponendo da parte progetti antichi di decentramento regionale, più volte afiacciati
 ma dileguati sempre per timore di tendenze separatiste, mentre di fatto preva-‘eva
 in tutta la vita amministrativa uno spirito ed un risultato accentratore, si è di
recente insistito, anche nella autorevole relazione dell’inchiesta sui contadini del Mezzogiorno,
 perchè alle Calabrie venga esteso con qualche ampliamento il tipo del
Commissariato civile della Basilicata. In questa materia è d’uopo di molta ponderazione;
 e sotto l’etichetta del decentramento si corre qualche volta il rischio di spostare
 alla periferia le attribuzioni, di duplicarle e far sorgere la possibilità di attriti;
così che invece di semplificare e render più rapida la gestione, si può giungere ai
risultati opposti. È poi da distinguere, in materia di lavori pubblici, fra decentramento
 tecnico e decentramento amministrativo,
Consisterebbe il primo nell’ampliare la competenza dei funzionari che stanno
sul luogo, senza bisogno che i progetti fino ad una data cifra vengano all’Ispettore
o al Consiglio superiore; e sì potrebbe addirittura, come avviene nel Magistrato delle
acque, istituire un consiglio tecnico locale, una specie di sezione distaccata de] Consiglio
 superiore, che in vece di questo esamini e decida sopra luogo anche per i
progetti maggiori. Qualcuno ha dubitato che convenga costituire agli ingegneri capi
ana condizione di incontrollabilità fecnica; ma, per quanto risulta dal limitato esperimento
 che fino ai progetti inferiori a 40.000 lire sì compie anche oggi in Calabria,
la molla della responsabilità individuale funziona bene, e converrebbe aumentare il