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tende a mantenere in propria. mano la direzione amministrativa. Ciò disse anche un
Ministro dei lavori pubblici, l’on. Branca, che durante una discussione alla Camera
delineò la incompatibilità dei due termini : decentramento e responsabilità finanziaria
del Ministro davanti al Parlamento. Ed allora sorge il dubbio se, anche delegando la
gestione degli appalti ed affidando ad un Commissariato per le Calabrie compiti analoghi
 a quelli del Magistrato alle acque, si possa dire superato il problema; e non
sorga invece, data la natura umana, la probabilità di attriti e malintesi fra chi sta a
resta della Direzione centrale e chi invece presiede all’organo a metà decentrato.
Non è questo il luogo di indicare soluzioni concrete, e solo per completare il
quadro delle questioni calabresi più vive si accennano i caratteri che potrebbe ipoteiicamente
 avere un Magistrato o Commissariato in Calabria, qualora si credesse enrare
 nell’ordine di idee di un decentramento radicale fino all’autonomia amministrativa
e finanziaria.
Converrebbe anzitutto limitare il nuovo istituto ai soli lavori pubblici e rimboschimenti,
 senza entrare e tagliare nel vivo di altri delicati congegni di amministrazioni
per loro natura più generiche o politiche. Un organo decentrato riescirà tanto meglio,
quanto meno assumerà le arie di consesso e di espressione politica della vita locale,
e cercherà di avere per quanto è possibile un carattere meramente esecutivo e quasi
industriale. Decentramento spiccatamente specializzato dunque. E, sempre nell’ipotesi
di un decentramento radicalissimo, non si dovrebbe lasciar in piedi sia l’Amministrazione
 centrale, sia quella periferica, ma spostare addirittura la prima, trasformarla essa
stessa nell’organo decentrato. Così non occorrerebbero funzionari nuovi alla nuova organizzazione,
 che per uffici amministrativi potrebbe rimanere tale e quale come ora
è, salvo la diversa sede. Nè può esservi difficoltà come congegno di ruoli, inquantochè
esempio del Magistrato ed altri analoghi insegnano la possibilità di organizzare piccole
 piante senza vulnerare, agli effetti della carriera, la unità degli organici da cui
il personale proviene ed è temporaneamente distaccato. Che se si arrivasse al sistema
dei « fuori ruolo &gt;, combinato con quello (adottato in varie amministrazioni estere)
degli incarichi direttivi affidati senza vincoli di gerarchia a chi ne è il più degno col
solo compenso di una indennità inerente all’incarico, sarebbe ancor meglio e si porcerebbe
 un utile e nuovo contributo alla riforma amministrativa in generale.
Ma la difficoltà-principe è, come si disse, la difficoltà finanziaria; e la soluzione
più spinta potrebbe essere quella di fare un bilancio separato dei lavori pubblici di
Calabria, da allegarsi a quello del Ministero, come si fa pel bilancio delle ferrovie
di Stato. L’autonomia dell’azienda ferroviaria e quella più attenuata di altre pubbliche
amministrazioni, come pure gli studi fatti di recente per i servizi postali e telegrafici,
potrebbero suggerire forme e tipi da tener presenti per il Commissariato di Calabria;
nè in ipotesi (salvo sempre un giudizio di convenienza che qui sfugge) sarebbe inammissibile
 che, salva l’approvazione del bilancio da parte del Parlamento e l’approvazione