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è venuta consolidando una grande somma di esperienza e di pratica amministrativa,
èpperò conviene procedere con cautela in quella revisione del regime d’appalto che
del resto s'impone ormai nel nostro paese, come è pur di recente avvenuta in altre
nazioni. Oltre alla riforma intrinseca del contenuto dell’appalto è poi da osservare
ina tendenza a ricorrere maggiormente ed a sviluppare gli altri due sistemi di esecuzione
 delle opere pubbliche (la concessione e l’economia) che rappresentano in
certo senso gli estremi tra cui l’appalto tradizionale assume un posto intermedio.
L’on. Chimirri propose autorevolmente che alle concessioni si ricorresse su più
vasta scala, specialmente per le costruzioni stradali. Nelle leggi italiane vi ha una
serie disparata e talvolta confusa di figure di concessione, di delegazione, di anticipazione
 di opere pubbliche; e non vi è unità di concetto giuridico, poichè alcune volte occorre
 far capo alla concessione di demanio come nelle derivazioni, ed altre a quella di
servizio pubblico come nelle ferrovie e negli altri mezzi di trasporto. In genere, di concessione
 di opere a privati si parla più propriamente quando v’entra anche il momento
dell’esercizio e delle sue risorse da sfruttare; mentre nella concessione intesa come
delega di funzioni statali ai minori enti autarchici che vogliano eseguire opere rientranti
nel compito dello Stato, può anche prescindersi dal momento dell’esercizio; ma qui
sono in giuoco altri elementi d’ordine pubblico. Ed in realtà la concessione a società
di lavori stradali che il Chimirri propone sarebbe ancora giuridicamente un appalto
(come appalto è la cosidetta concessione ferroviaria di sola costruzione) con alcuni
caratteri speciali, fra cui specialmente il rigido forfait ed il pagamento diluito in arnualità.

Poco importa, in ogni modo, il nome: una ragione del favore crescente verso
queste forme di concessione o appalto speciale è l’alleviamento del peso finanziario
che lo Stato ottiene col sistema delle annualità, sia pure comprensive di una quota
d’interesse; e, se si è criticato questo espediente come debito larvato, si è risposto
che un’avveduta clausola di riscatto, ossia la facoltà dello Stato di scegliere ove e
quando gli convenga il pagamento della somma capitale, conferisce a siffatto sistema
il carattere di un’operazione finanziaria provvisoria che può essere in certi momenti
opportuna. Il maggior vantaggio però che la concessione di lavori ad imprese può
in vari casi presentare, in confronto ad altre forme di eseguimento più diretto a cura
dello Stato, consiste nella rapidità di compimento, nella sicurezza del limite di spesa, e
spesso anche nella maggior economia; mentre in ogni modo lo Stato si alleggerisce
di compiti (ad esempio per la preparazione dei progetti e la gestione delle opere) che
nella condizione attuale degli organi amministrativi e tecnici mal si possono adempiere
 in armonia alle promesse delle leggi ed alla aspettativa delle popolazioni.
Sotto questo punto di vista le concessioni dei lavori pubblici in Calabria meritano
esame benevolo, come intensificazione del compito statale; ed il sorgere di forti in-:raprese
 concessionarie potrebbe anche indirettamente servire alla trasformazione capita-