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opera calabrese; e sono in corso trattative al riguardo ; ma giudizî assoluti sarebbero
prematuri in una materia, in cui del resto deve permanere il criterio fondamentale
di ispirarsi solo alle varie e concrete necessità dei lavori, senza esclusivo favore od
ostracismi per nessun sistema.
Passando ora ad un altro gruppo di questioni concernenti il momento dell’aggiudicazione
 e l'elemento subbiettivo dell’appalto, è da riconoscere che nelle opere
calabresi la licitazione privata (cui si è ricorso nella limitata misura del decimo degli
appalti avvenuti) sembra fare miglior prova delle aste pubbliche ordinarie. Fra i due
sistemi non v’è più in realtà quella distanza e quasi contrapposizione che vi sembrava
 essere nelle vecchie leggi contabili ispirate al criterio dell’assoluta pubblicità
delle gare aperte a tutti ; e, se si tien presente l’insindacabile facoltà dell’Amministrazione
 (ben ribadita dal capitolato generale) di escludere qualsiasi concorrente all’asta
pubblica, la differenza fra questa e la licitazione si riduce in sostanza al momento in
cui il giudizio d'ammissione si esercita (a posteriori come esclusione in un caso ;a
priori come invito nell’altro) e si comprende come alcune leggi straniere ne fanno due
specie di un tipo (gara aperta e gara ristretta) contrapposto a quello della trattativa privata.
Con la licitazione o gara ristretta si ha il modo di far più presto che con le lunghe
iormalità dell’asta pubblica, e di compiere più meditata scelta di buone imprese che
godano la fiducia dell’Amministrazione; al qual riguardo si può anche ricorrere al sistema
 degli elenchi, che mal si adatta allo spirito della pubblica gara.
Questa poi rischia di tradursi più spesso in una corsa sfrenata al ribasso, pur
di ottenere l’aggiudicazione, salvo aggiustarsi poi con male arti o cavilli (ond’è che i
ribassi eccessivi vogliono dire appalti di liti). In alcune gare per .opere calabresi si è
superato il 40 per cento di ribasso, e, poichè non è ammessa dalla legge o almeno
dall’interpretazione della Corte dei Conti la scheda di massimo e minimo ribasso
se non per le bonifiche e per le cooperative, la nostra Direzione generale si è trovata
costretta più volte ad annullare le aste; nè sono mancate di poi incertezze per l’esclusione
 dalle gare rinnovate della ditta che aveva offerto il ribasso eccessivo. Per quanto
contro il sistema di massimo e minimo siasi sollevata la critica di ridurre l’aggiudicazione
 al giuoco d'azzardo d’indovinare o meno la cifra-limite della scheda, si ha
motivo di ritenere che toglierebbe parecchie difficoltà. ripetutamente verificatesi nella
gestione dei lavori in Calabria.
Nè sarebbe inopportuno poter ricorrere talvolta al sistema, che si usa in Francia
ed in Inghilterra (ed in Italia solo dal genio militare), di lasciar in bianco i prezzi di
‘ariffa enumerati nei capitolati d’appalto, sì che gli appaltatori non offrono il ribasso
ma indicano il prezzo; sistema che però meglio si adatta ai capitolati di poche voci.
Eccellente prova ha dato pei lavori portuali di Libia l’altro sistema dell’appalto-concorso
 che si adotta in Austria e pur di recente in Francia, e consiste nel lasciare
agli stessi imprenditori la compilazione dei progetti esecutivi per le opere che inten-