LXXIV _ —

caso, meglio dell’avventiziato sine-die, in cui ciascuno può esser licenziato ad un
tratto (epperò, per logica conseguenza, non viene licenziato mai, ed acquista una quasi
legittima aspettazione ad entrare in pianta stabile), si potrebbero studiare i contratti
di lavoro a termine, che sarebbero anche più dignitosi per i giovani laureati che,
magari prima di fare i concorsi del genio civile, potrebbero impegnare l’opera loro per
un dato tempo; e sovratutto pei professionisti già provetti, cui un contratto di tal
genere non sarebbe che forma transitoria d'occupazione. Ma così complessi e delicati
son questi argomenti che non si possono esaurire in brevissimi cenni. Per avere buoni
progetti: negli appalti si confida sopra tutto in quanto a suo luogo si disse pel rinvigorimento
 del personale ordinario negli uffici e per l’accertamento rigoroso delle responsabilità
 per deficenze progettuali.
Anche dell’altro coefficente di buon esito negli appalti, e cioè delle buone imprese,
 si è già avuto occasione di parlare. La Direzione generale cui presiedo, ha
creduto indispensabile impiantare per suo conto un servizio esatto di rilevazione e di
annotazione della gestione degli appalti, in modo da poter avere in ogni momento lo
stato civile aggiornato delle imprese che assumono lavori in Calabria, e valutare se
presentino la triplice idoneità tecnica, finanziaria e morale che meriti loro la fiducia
dell’amministrazione. Gli appaltatori calabresi non sono in genere meno onesti o peggiori
 di quello che siano in altre regioni; ma se avrebbero potuto bastare in condizioni
 normali di lavoro, il loro complesso è scarso ed insufficente di fronte al programma
 straordinario di opere che si viene in quei luoghi svolgendo.
I 337 appalti gestiti dalla Direzione generale dal 1906 ad oggi sono stati divisi
îra 154 appaltatori ed 8 cooperative ; il che rivela la tendenza al frazionamento degli
appalti stessi ed alla formazione di piccole imprese. Con ciò però non si evita la
tendenza alle coalizioni, specialmente per mantenere contro ditte forestiere il monopolio
 del mercato ; e molti degli imprenditori sono in Calabria prestanomi o almeno
cointeressati ed obbligati a qualche altro più forte che, mediante tale espediente, rie-Sce
 ad assicurarsi una zona esclusiva di suo dominio. Anche questi pochissimi, che
iunzionano nel tempo stesso da sovventori di capitali, non realizzano il tipo di imprese
modernamente organizzate e capaci che si hanno in altre regioni d’Italia, La maggior
 parte degli altri appaltatori sono piccoli cottimisti, di scarsa o nulla coltura tecnica,
 con pochissimi mezzi, ma sottili assai nel trovar pretesti e cavilli, e si mettono
‘acilmente in mano ai professionisti di chicanes e liti negli appalti.
Far lite non vuol dire senz'altro indegnità dell’impresa, che può anche aver ragione
 ed ha diritto di farla valere; ma quando si dà luogo a litigiosità abituale, a
ricerca di ogni chicane, ad approfittamento di intermediari, bisogna vigorosamente
reagire, e l’Amministrazione che non ha la scelta delle armi, è costretta a ricorrere al
summum ius della esclusione delle imprese litigiose. AI qual riguardo è da tener ben
presente che in materia d'appalto, ove non si possano evitare difetti, è meglio peccare