1901
(902
1903
1904
[ans

emigr. perr

Loc

246.

E dal 1907 al 1912 l’emigrazione è continuata in
come risulta dai dati seguenti:

1907
1908
1909
1917
191"
191?

emigr. perm.
46 1°

Laren r

250.917

n

e

wu

Totale
34437
35-918
33.999
235-482
6 90
57 e

250.”

proporzione quasi costante,

Totale
- 20
52
“: “16
10 798
30 82
17 23

257.300;

cosicchè in dodici anni oltre mezzo milione di persone, più di i/2 della popolazione
 effettiva, ha abbandonato la regione: nè il movimento accenna a diminuire o
ad arrestarsi. Se in qualche anno si nota una sensibile diminuzione, immediatamente
dopo si ha un aumento compensativo, e la media percentuale dell’emigrazione Calabrese
 si mantiene sempre la più elevata, fra quelle di tutte le regioni italiane, compresa
 la Basilicata. Questa media è di 3.116 per centomila abitanti nel sessennio
1901-1906, di 3.095 nel quinquennio 1907-1911, e se è diminuita a 2.165 nel 1911, in
corrispondenza ad una diminuzione generale verificatasi nelle altre regioni del Regno,
risale a 3.356 nel 1912, quando la Basilicata ha una percentuale di 3.125, il Veneto
di 3.205, le Marche di 2.955, e. la percentuale generale è di 2.044 (6).
Nonostante l’emigrazione ed i terremoti, la popolazione di Calabria, come si è
già accennato, non è in diminuzione, ed anzi è in incremento; ciò che dimostra la
prolificità non solo, ma la resistenza della razza, e depone anche in favore delle
condizioni generali di vita, Ma è fenomeno notevole, per quanto si dirà poi sull’applicazione
 delle leggi speciali, che una parte preponderante di questa emigrazione è
rappresentata dai muratori, manovali, scalpellini e braccianti addetti ai lavori di
sterro e di costruzioni stradali, Su 78.653 emigranti negli anni 1911-1912 erano compresi
 2554 muratori, scalpellini e fornaciari maschi e 5 femmine, e 11.845 giornalieri
ed altri lavoratori addetti a lavori di costruzione e di sterro maschi e 1303 femmine.