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Il Mortara determina il progresso economico verificatosi nell’ ultimo ventennio in
Italia în base ad alcuni fattori fondamentali, quali il numero delle persone e della
‘orza motrice occupata nelle industrie, il reddito di ricchezza mobile, l'ammontare
legli sconti e delle anticipazioni, il valore dei tabacchi venduti e, per le grandi divisioni
 territoriali, i prodotti delle grandi linee ferroviarie e il numero delle tonnellate
mbarcate e sbarcate, Complessivamente l’indice del progresso viene rappresentato
per tutto il Regno da un incremento del 53 °/,. La Calabria ha un indice eguale alla
nedia generale, indice che viene invece diminuendo per la Basilicata, la Sicilia, il
Lazio, la Campania, la Liguria, l’ Umbria sino a raggiungere il limite minimo nella
T'oscana, ove l’indice dell’incremento è rappresentato dal 32 °,. Occorre però tener
onto che tali cifre indicano il progresso relativo, il quale risulta facilmente minore
er le regioni più prospere, essendo l’incremento proporzionato alla prosperità pre-3sistente.


Confrontando poi lo stato delle condizioni economiche delle regioni italiane al
‘901 ed al 1911 secondo gli indici di prosperità di ciascuna, ragguagliati a 100, la
Calabria, secondo la valutazione del Mortara, risulterebbe terz’ultima nel 1901 con un
ndice di 37 (di fronte ad un massimo di 213 per la Liguria ed un minimo di 34 e
33 per gli Abruzzi) e come penultima nel 1911 con un indice di 38 che discende
incora a 37 per la Basilicata.

NOTE AL CAPITOLO.

(1) La Calabria è divisa dalla Basilicata e dal rimanente d’Italia dal gruppo montagnoso del Pollino,
on le sue maggiori vette Dolcedorme (2271 m.) e Pollino (2248 m.) che sono anche le più alte dell’Italia
neridionale., L’Appennino calabro poi, che ha una natura geognostica e morfologica speciale, assumendo
ipesso la forma di ampi massicci, costituiti da rocce arcaiche (granito, gneis, scisti cristallini, etc.),
ittorniate e saldate fra loro da terre più basse composte da rocce terziarie, si estende per tutta la resione,
 dividendola in due versanti, ionico e tirreno. La linea di displuvio comincia al confine di Basilisata,
 alla Coppa di Paolo (m. 1907), che si estende a ponente in una zoria di numerose montagne dai
100 ai 1500 metri (Monti Cerviero, 1440, Velatro, 1107, Ciagola, 1460, presso Aieta; Serramala, La
destra, Cozzo Petrara, 1149, Serra La Limpida, 1116); passa per il Fortino delle Teste o della Dirupata
{1030 m.) a cavaliere della nazionale delle Calabrie; volge a S., O, per il Monte Palanuda (1630) e la
Serra di Novacco (1301); passa per il Piano di Tavolara (1307 m.), risale al Cozzo del Pellegrino (1986),
passa per la Mula (1931), pel Varco di Palombaro (997), poi da La Montea (1784) al passo dello Scalone
2 Vasapolla (744 m.), avvicinandosi sempre alla costa tirennica fino al varco di Serra Crociata (950),
dove passa la strada fra Cosenza e Paola, e il Monte Martinelli (1102). Di qui volge a 5. E. per Varco
di Croce Coperta (1002), la Serra delle Grandini (1123) e il Piano di Potame (970), poi ad E. ed a N. E.
al Piano del Lago (627), arrivando a vette assai elevate fra gli altipiani della Sila, in mezzo ai meandri
capricciosi ed irregolari dei fiumi Silani, e passando per l’abitato di Mangone, pel Monte Paganella
(1557), pel Colle Vascione (m. 1330), pel Monte Cardoneto (m. 1675), per la Serra di Torre La Cava
(1293). La linea di displuvio diviene psi sempre più tortuosa, volge ad Ovest pel Monte Pietra Vasta
(1540), per Bocca di Chiazza (1200) e Fossa del Rosario (1250), poi a $. E. presso Colosimi e sopra
Soveria Mannelli scendendo a 750 m.: risale a 973 m. al Colle del Vallone e passando pel paese di