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Intorno a tale strada è necessario ricordare come il passato Governo considerava la
strada delle Calabrie qual mezzo di comunicazione con la Sicilia, ed arrestava la
strada regia ed ogni opera di conto dello Stato, a Villa S. Giovanni. Onde l’amministrazione
 della provincia ebbe a provvedere per il tronco da Villa S. Giovanni a
Reggio, difficile per molti e grossi torrenti che discendono dalle alture soprastanti ;
ma con gli scarsi mezzi provinciali non poteva altro, che andar raccorciando il sentiero
 naturale lungo il lido, costruendovi a poco a poco massicciate a brecciame e
qualche ponte di discreta spesa. Ne rimostrava quel consiglio provinciale; e fu forza
perciò al Governo di dichiarar regia la intera strada : ma questa dichiarazione cadde
nel nulla, per l’altra risoluzione, che il Tesoro avrebbe curato il mantenimento della
strada allora quando la medesima fosse stata compiuta dalla provincia. Onde nell’interesse
 del commercio, benchè vadano ora le vetture da Villa S. Giovanni a Reggio,
questa di che parliamo non è una strada, propriamente detta ; nè sarà tale se non
quando lo Stato l’avrà menata a termine; e ciò ne sembra giusto e necessarissimo ;
4°) la strada da Gioia per Radicena, Cittanuova, a Gerace, di chilometri 44; si sta
costruendo ; 5°) la strada dell’Ionio sarà lunga chilometri 138; se ne sono aperti due
tronchi di chilometri 35 ».
Quali siano state le benemerenze del Corpo dei Ponti e Strade sotto il governo
borbonico, certo è che le costruzioni iniziate e progettate avevano dato ben scarsi
frutti ; tanto che la relazione Jacini porta come esempio singolare dei vizi del sistema
 col quale dal governo borbonico si facevano procedere le opere stradali, la
strada da Sapri all’Ionio, iniziata fin dal 1853, e nella quale mentre si erano eseguiti
 saltuariamente fra Sapri e Senise, sopra una distesa di 11: chilometri, tanti
lavori per un importo di oltre 2 milioni e mezzo di lire, non trovavasi aperto poi al
carreggio nel 1860 un solo chilometro di strada (12).

B) FERROVIE.

Nel nostro paese le ferrovie cominciarono a costruirsi più tardi che presso altre
nazioni ‘d’Europa ; perchè, come notò Camillo Cavour in un suo scritto giovanile, i
piccoli Stati in cui era divisa la penisola, oltre che mancare dei capitali richiesti pei
costosi impianti, non avevano interesse a favorire i rapidi mezzi di comunicazione
che, promuovendo l’unità commerciale, ponevano le basi di quella politica.
Per quanto in particolare riguarda il Regno di Napoli, esso ebbe bensi la prima.
ferrovia costruita in Italia, la Napoli-Portici, aperta all’esercizio il 1839, breve tronco
di otto chilometri, a servizio della capitale e della villa del Re; ma in complesso
al 1860 non contava che 124 chilometri di ferrovie in esercizio e 4 in costruzione ;
molte trattative di concessione intraprese essendo state mandate a vuoto dal mal-