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quella dei Ponti e strade, la cura deî terreni boscosi o saldi appartenenti allo Stato
‘prima classe), stabilendo la sola vigilanza su quelli dei Comuni e delle corporazioni,
° lasciando per gli altri il libero godimento ai privati proprietari, salvo il divieto di
diboscamento e di dissodamento senza il permesso dell’intendente della provincia,
su parere dell’ Ingegnere delle acque e strade. La legge prescrisse pure che le terre
er l’addietro salde e boscose, che erano stàte dissodate dopo il 1815, fossero restiuite
 salde e boscose a carico dei proprietari, qualora avessero forte inclinazione, fossero
 solcate dalle acque ed apportassero danni ai fondi soggiacenti. 1 terreni poi in
vendìo coltivati da un’epoca anteriore al 181 5, dovevano essere restituiti saldi, qualora
ipportando essi danno alle campagne sottoposte, il proprietario nel termine di due
inni non avesse provveduto ai mezzi opportuni per impedire tale danno (20).
Ma non ancora i tempi potevano essere maturi per una risoluzione del problema
iorestale così complesso, Fin da allora l’Afan de Rivera, Direttore Generale di Ponti,
Strade, Acque e F Oreste, avvertiva il danno proveniente dagli usi civici non disciplinati,
 che impedivano una razionale sistemazione forestale (21) e purtroppo l’esperienza
del passato non ha servito ad evitare nuovi errori. ‘E la stessa privata proprietà, da
poco uscita dalla pressione feudale, male tollerò i vincoli e le restrizioni che le si voevano
 imporre in nome di un interesse collettivo non bene precisato, Nel 1860 per-‘anto
 il problema forestale, come quello idraulico e di bonifica, per le provincie calabresi,
 era interamente da risolversi.

D) OPERE MARITTIME.

La Calabria, per il largo sviluppo delle sue coste, avrebbe dovuto sempre trivolgere
 gran parte della sua attività ai traffici ed alle industrie marittime. Essa ebbe,
‘infatti, nell’antichità porti fiorenti; ma vari cataclismi, gli assalti barbarici, la tra-SCcurata
 manutenzione li lasciarono deperire e le condizioni generali delle località cirsostanti
 e specialmente quelle della viabilità li fecero per lungo tempo trascurare.
Il Governo borbonico dedicò alle opere portuali nelle provincie meridionali in
Ssenere, ed in Calabria in ispecie, scarsissime. cure. ritenendole opere d’interesse
locale.
ll Governo provvedeva esclusivamente alle opere militari, Per le altre opere ma-“ittime
 i fondi occorrenti dovevano essere somministrati dai rispettivi Comuni i quali
vi avessero un interesse immediato e diretto, e solo raramente era concesso un sussidio
 dalla Provincia e dallo Stato dietro domanda del Comune, al quale conveniva
passare per una lunga trafila di lungaggini e di vessazioni burocratiche, per ottenere
semplicemente il permesso di far redigere il progetto delle opere di cui proponeva
l’esecuzione,