CAPO Ill.

LE OPERE PUBBLICHE IN CALABRIA
DAL 1860 AL 10906

L'Italia, restituita a dignità di Nazione, non trascurò, fin dai primordi, il proolema
 delle opere pubbliche. Ma le risorse del bilancio non erano pari ai grandi bisogni;
 ed altre difficoltà di varia indole si presentarono, specialmente nelle regioni
meridionali. In quelle provincie, osservava fin dal 1867 il Ministro Jacini, ove,
“on ragione, si voleva dare un più largo sviluppo alle opere pubbliche, queste ope-“azioni
 indispensabilì sia per proseguire i lavori in corso, sia per iniziare i nuovi, si
“ovarono per molto tempo impedite dal brigantaggio, che infieriva nella maggior
parte delle provincie napoletane, e non permetteva nemmeno di eseguire le operazioni
 di campagna (1). A ciò si aggiunga che molte delle opere da costruirsi si trovavano
 appaltate senza progetti regolari e si proseguivano con grande lentezza e
on sistemi amministrativi che era assolutamente indispensabile abbandonare. Inoltre
urgeva la questione dell’ unificazione legislativa e del riordinamento del personale
del Genio Civile, che doveva pure essere sistemato in unico corpo, regolato da norne
 uniformi.
Tra queste difficoltà si svolsero i primi provvedimenti relativi alle varie catedorie
 di opere pubbliche.

A) VIABILITÀ.

Subito dopo l’unificazione, il Governo proseguì in Calabria i lavori delle strade
‘azionali, per le quali furono emanate speciali disposizioni con le leggi 24 maggio