Nell’elenco annesso alla legge erano comprese per la Calabria quattro strade
di 2% serie e quattro strade di 3° serie della complessiva lunghezza di 497 chilometri.
Di esse al 1906 due sole erano compiute per una lunghezza di 136 chilometri,
In complesso a quell’epoca si avevano 335 chilometri costruiti e sistemati, 135
chilometri circa in corso di costruzione o di sistemazione, e 27 chilometri intera.
mente da costruire o da sistemare,
Seguì la legge 30 maggio 1875, n. 2521, la quale, a colmare parzialmente le
lacune più notevoli rilevate nella rete stradale, aggiunse per la Calabria alle precedenti
 sez strade di 1° serie, ofto di 2% serie ed ana di 3% serie. Al 1906 solo sez,
corrispondenti nel complesso a 177 chilometri, erano compiute.
In tutto nel 1906 erano costruiti 436 chilometri sopra 710, quali risultavano dall’intero
 elenco della legge del 1875. Ne rimanevano 129 circa in corso di costruzione
o di sistemazione e 145 da costruire e sistemare totalmente.
Infine venne la legge 23 luglio 1881, n. 333, che alla tabella B relativa. alle
opere stradali, contemplò per la Calabria ventisei strade, tutte di 2° serie, per un
complesso di 1273 chilometri, con un preventivo di spesa di lire 18.710.000, Di esse
al 1906 erano costruiti 259 chilometri, erano in corso di costruzione 167 e restavano
da costruire 847 chilometri.
In complesso su 2480 Km. di strada previsti dalle tre leggi, al 30 giugno 1906
ne erano stati costruiti 1030, ‘erano in corso di costruzione 431, ed erano da costruire
 Km. 1019 (3).
La spesa autorizzata dalle tre leggi, si dimostrò, a più riprese, inadeguata allo
Scopo, tanto che dovette essere notevolmente aumentata con varie leggi che vanno
da quella 30 dicembre 1888, n. 1875, a quella 3 luglio 1902, n. 297.
Per le strade comunali, dimostratesi insufficienti per esse l’iniziativa ed i mezzi
dei Comuni, specie dei più poveri, come i calabresi, fu necessario integrare la loro
azione con quella dello Stato, al che si provvide con la legge 30 agosto 1868, n. 4613.
Ma quella legge per ragioni varie non rispose del tutto al suo scopo, specialmente
 per la Calabria.
Infatti, come rileva in proposito il Chimirri, quella legge applicata ad una regione
 accidentata ed a Comuni poveri arrampicati sulle creste dei monti e separati
per notevoli distanze da rupi, da valli profonde e da importanti corsi d’acqua, mentre
 migliorò di poco la viabilità, mandò a rovina le aziende comunali impotenti a
sostenere l’ enorme dispendio occorrente per la costruzione di strade costosissime e
per la non meno costosa manutenzione.
Si aggiunga che per esse si trascurarono le mulattiere, che rispondevano, sebbene
 in modo rudimentale, ai bisogni del traffico.
Va qui anche ricordato che con la legge 25 maggio 1876, n. 3124, sulla Sila
regia fu disposto (art, 13 e 14) che tutti i Comuni e possessori di terre nella Sila