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La legge anzi concesse un più largo aiuto ai piccoli Comuni inferiori ai 1:.000
abitanti, aumentando per essi il sussidio dello Stato da un terzo a due terzi, e per
questi specialmente si può dire ch'essa sia stata provvida.
Concludendo, la legge 25 giugno 1906 trovò le strade comunali di Calabria in
così cattive condizioni da non riuscirne più proficua la manutenzione e lo stato generale
 della viabilità era nel 1906 ben lungi dal corrispondere alle aumentate necessità
 della vita economica del paese (4).

B) FERROVIE.

Dopo il 1861 il Governo, per fronteggiare l’onere finanziario delle ferrovie decretate
 nelle provincie napolitane ed in Sicilia, pensò di ricorrere al sistema delle
concessioni: e così furono concesse, tra le altre, le ferrovie da Taranto a Reggio e
da Cosenza alla foce del Crati; entrambe alla Società Vittorio. Emanuele, diventata
poi la Società delle strade ferrate Calabro-Sicule.
Ma quelle ferrovie non rappresentarono un buon affare; sicchè il Governo dovè
sobbarcarsi per esse a grossi sacrifici, e infine riscattarle, affidandone l’esercizio alla
Società per le ferrovie meridionali.
Prevaleva del resto in quel periodo l’idea di lasciare allo Stato la proprietà
delle ferrovie, quasi tutte riscattate, affidandone l’esercizio a Società private, idea
che si era venuta affermando con l’avvento della Sinistra al potere ed aveva formato
il caposaldo del progetto che fu presentato dall’ On. Depretis alla Camera il 1877, e
che dopo varie vicende portò alle Convenzioni del 1885.
Nel frattempo fu pure presentato al Parlamento un progetto di legge per la
costruzione di nuove ferrovie destinate a completare la rete nazionale, sia colmando
le lacune esistenti nelle linee lztoranee, sia dotando di ferrovie le provincie che ne
erano sprovviste; progetto ispirato al criterio che, non potendo nè P industria privata,
 nè gli enti locali provvedere da soli alle nuove costruzioni, fosse per esse necessaria
 una efficace collaborazione dello Stato, Quel progetto, dopo varie vicende,
diventò legge in data 29 luglio 1879. La legge, così detta delle ferrovie complementari,
 decretava la costruzione di nuove linee suddivise in 4 categorie; la prima
comprendeva quelle da eseguirsi interamente a carico dello Stato; la seconda quelle
poste per °/ a carico dello Stato ed */,, a carico delle provincie interessate; la terza
quelle poste per 3/,, a carico dello Stato e per “/, a carico delle provincie interessate,
 e la quarta quelle linee, di prevalente carattere regionale, da costruirsi col concorso
 dello Stato, variabile secondo l’ammontare del costo chilometrico. La legge
prevedeva, quanto alla Calabria, la costruzione della Lagonegro-Castrocucco e della
Pietrafitta-Nocera.