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puamente a rifugio od alla difesa militare o alla sicurezza dello Stato; alla seconda
quelli interessanti precipuamente il commercio. Questa categoria venne divisa poi in
5 classi secondo l’importanza commerciale dei porti. Quanto alle spese furono
messe a carico dello Stato quelle per opere da eseguire nei porti di 1% categoria e
riguardanti la sicurezza dell’approdo e la difesa militare; e variamente ripartite le
altre tra lo Stato e gli enti locali,
Fu anche autorizzata a favore dei Comuni una tassa supplementare d’ancoraggio,
 il cui provento doveva servire all’ esecuzione delle opere portuali di compimento.
Venne poi la legge 14 luglio 1889, n: 6280, che autorizzò pei lavori portuali
da eseguire in Calabria una spesa di ben lire 5.300.000 (aumentata di lire 200.000
con la legge 13 marzo 1904, n. 102) da ripartirsi in 12 esercizi,
Quella legge sancì, inoltre, alcune speciali agevolezze intese ad affrettare Î’ esecuzione
 delle opere in essa previste. Così, per esempio, la facoltà data alle provincie
 ed ai comuni interessati di anticipare, sotto certe condizioni, le opere; e la facoltà
 concessa all’Amministrazione di disporne l’appalto mediante licitazione privata.
Tuttavia, per ragioni varie, le opere non ebbero il desiderato sviluppo. Infatti,
pel prolungamento del molo di difesa di Santa Venere si era autorizzato un fondo
di lire goo.000, delle quali erano state stanziate soltanto. lire 270.000 ; per l’ampliamento
 del porto e la sistemazione delle banchine di Reggio Calabria si era autorizzato
 un fondo di lire 2.700.000, di cui si erano stanziate lire 1.708.000; e per Cotrone,
 sulle lire 1.700.000 di maggiore spesa autorizzata per la costruzione di un
porto nel seno della marina settentrionale, non era stato fatto alcuno stanziamento.
Delle 200.000 lire, autorizzate per riparazioni straordinarie alle opere del detto
porto, erano state stanziate lire 133.000. Infine, per la costruzione d’un ricovero marittimo
 nella rada di Scilla, si erano eseguiti lavori pel complessivo importo di lire 500.000,
prelevate dal fondo di 1 milione autorizzato, per imprevisti, dalla citata legge. Comolessivamente
 ‘sulla somma autorizzata di lire 5.500.000, risultavano erogate lire
1.700.000, oltre le accennate lire 500.000 prelevate dagli imprevisti, e rimaneva al
30 giugno 1906 un residuo di lire 3.800.000: delle quali 2,111.000 stanziate a tutto
l’esercizio 1905-1906.

NOTE AL CAPITOLO.

(1) Jacin1, op. cit., p. 43.
(2) Jacini, relaz. cit., pag. 42.