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d’acqua ; esoneri di imposta di ricchezza mobile peri nuovi opifici industriali, e per
utilizzazioni nuove, per i redditi ed i maggiori profitti derivanti ai proprietari e coltivatori
 da trasformazioni di prodotto, o dalle scorte vive o morte; esonero di
imposta per i primi cinque anni per le nuove costruzioni, costituiscono una serie di
provvedimenti tributari che tendono ad alleggerire l’onere della proprietà special
mente terriera ed a rendere più ardito il capitale per iniziative industriali ed agricole.
Indubbiamente i provvedimenti di sgravio, insieme a quelli diretti a favorire il
credito agrario mediante l’istituzione di Casse provinciali, di Monti frumentari, Casse
agrarie e Consorzi; agli altri riguardanti l’istituzione delle cattedre ambulanti, con i
relativi poderi dimostrativi e a premiare ed incoraggiare le iniziative agricole ; ed
assieme alle modeste provvidenze per riordinare ed ampliare le scuole industriali, dovevano
 riuscire utili al rinnovamento di una regione, che ha in sè forze latenti di
indubbio valore, ed ha elementi potenziali notevolissimi per la creazione della ricchezza.
 Ma erano essi sufficienti? O dovevano integrarsi con un’azione diretta e larga
dello Stato per ottenere i coefficienti indispensabili di ogni sviluppo economico e di
ogni incivilimento, con la creazione, cioè, di una rete completa di comunicazioni ordinarie
 e ferroviarie e marittime, con la sistemazione dei fiumi per la difesa dei paesi
e delle terre minacciate, con la bonifica delle paludi, con il consolidamento e il
rinnovamento degli abitati pericolanti ? Ecco un punto che è stato molto discusso
fra gli studiosi del problema, e che ritorna spesso nelle ricerche per la soluzione di
questa famosa questione meridionale, unica nella sua formulazione estrinseca, ma pur
così varia nella sua sostanza, nelle sue origini, nel suo concretarsi per le diverse
regioni.
Politica semplice di sgravi e di agevolazioni indirette, o azione intensa e diretta
dello Stato, è dilemma secolare che, se volesse esaminarsi scientificamente, potrebbe
riconnettersi al problema sui fini e sull’azione dello Stato, problema che rimane forse
tale soltanto in teoria, perchè nella pratica tutte le nazioni civili moderne lo hanno
risoluto, estendendo i compiti e l’azione dello Stato anche fino all’esagerazione, Rimangono,
 è vero, i teorici del liberismo che sostengono doversi limitare l’azione
dello Stato a funzioni di tutela e di Sicurezza ; ma accade spesso anche ad essi di
invocare l’intervento statale anche per scopi dove più dubbia apparisce l’utilità collettiva
 e meno giustificata la ragione di intervento sociale, come accade, a quanto
rileva il Webb, a quei conservatori inglesi che, nel momento stesso in cui protestano
energicamente contro l’invasione del cosidetto socialismo municipale, profittano delle
scuole pubbliche, dei pubblici stabilimenti e dei pubblici mezzi di trasporto, che la
solerte municipalità ha organizzato nell’interesse dei cittadini.
La legge del 1906 ha, comunque, risoluto il dubbio, autorizzando, come del resto
aveva fatto la legge precedente per la Basilicata, una serie di opere pubbliche in Calabria
 per un importo complessivo di lire t119.338.0co0, compresa quella dilire 12.000.000