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La legge 13 luglio 1910, n. 466, concernente provvedimenti a favore dei
Comuni colpiti dal terremoto del 28 dicembre 1908, ha avuto di mira principalmente
‘e ‘costruzioni definitive. Essa autorizzò una maggior spesa di L. s.s00.000 per l’ampliamento,
 l’arredamento e la sistemazione del porto di Reggio Calabria (art. 49,
lettera b), ed ai numeri 6 e 8 della tabella A, annessa alla legge, previde la spesa
di L. 20.000 per ciascuna delle boe di ormeggio a Bagnara Calabra e Gerace Marina.
Aumentò inoltre di L. 500.000 il fondo assegnato dalla legge del 1906 per riparazione
di chiese, caserme ed edifici di uso pubblico, estendendo i sussidi ai Comuni danneggiati
 dal terremoto del 1908. La stessa legge, per vieppiù accelerare l’esecuzione
delle opere pubbliche in Calabria, aumentò l’organico del Genio Civile e determinò
la costituzione degli uffici nelle tre provincie Calabresi (art. 58 e 59 tabella B e C),
richiedendo che le successive modificazioni dovessero farsi con Decreto Reale.
Intanto si veniva maturando il problema ferroviario, non definitivamente risoluto
dalla legge del 1906.
Le provvidenze emanate colle leggi del 1902, 1905 e 1906 non ebbero infatti quasi
alcun seguito, in quanto mancarono le offerte da parte dell’industria privata, stante
l’assenza di un piano organico circa l’assetto ferroviario in quella regione, mentre la
costruzione diretta a cura dello Stato non avrebbe potuto procedere con sufficiente
alacrità, avuto riguardo alle molteplici esigenze cui doveva .far fronte l’Amministrazione
 ferroviaria statale. Il Governo, preoccupato della gravità del problema ferroviario
 della Basilicata e della Calabria, in quanto principalmente da una logica e radicale
 soluzione di tale problema poteva ripromettersi il risorgimento economico di quelle
regioni, presentò al Parlamento, nell’aprile 1910, un disegno, che fu poi la legge del
21 luglio 1910, n. 580. I criteri seguiti in tale occasione furono di costituire una intera
 rete, estesa per circa 1.300 chilometri, assolutamente indipendente, racchiusa
dalle linee litoranee con sbocchi diretti a mare e con frequenti collegamenti colle ferrovie
 principali esistenti in quelle provincie e nelle finitime. Ed all’uopo, oltre a colmare
 le lacune che si erano andate accertando circa la rete ferroviaria da eseguire,
fu reso possibile l’innesto colle ferrovie di Stato nelle provincie finitime, mediante l’inlerposizione
 di binari intercalati o addossati alla rete stradale. Unica eccezione venne
costituita dalla linea Gioiosa-Piana di Palmi-Gioia Tauro che, per la sua speciale ubicazione,
 avrà un esercizio indipendente, mentre le nuove comunicazioni ferroviarie di
Mongiana si diramano ed estendono prima verso il mare Tirreno a Pizzo, poi per Soverato,
 Catanzaro, Cosenza a Cotrone sul versante Jonico, indi, con binario interposto
da Cosenza a Spezzano, raggiungono, con la Spezzano-Lagonegro, Atena, dove ha
luogo il collegamento alla nuova rete Lucana, che concorrerà a migliorare le comunicazioni
 dei paesi della Calabria sia verso Salerno e Napoli, sia verso le Puglie.
La rete autorizzata con la legge 21 luglio 1910, n. 580, comprende, per la Calabria,
 le seguenti linee ripartite in tre categorie: