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In base a questi criteri, tenendo conto dei voti pervenuti al Ministero da parte
di amministrazioni locali e provinciali e di altri enti pubblici, e delle proposte presentate
 dagli uffici locali, la Commissione centrale consultiva esaminò nell’adunanza del
25 febbraio 1907 il primo piano regolatore compilato in data 8 gennaio precedente
dagli uffici del Genio Civile di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, di concerto con î
competenti uffici di ispezione forestale, per le sistemazioni idraulico-montane, e sotto
la direzione dell’Ispettore Compartimentale del Genio Civile, e ritenne che la ripartizione
 proposta dovesse essere riesaminata da una speciale Sottocommissione, per armonizzarla
 con le esigenze resesi manifeste in sede d’istrutturia. La Sottocommissione
riconobbe la necessità di modificare il riparto degli stanziamenti contenuti nella tabella
 H allegata alla legge del 1906, allo scopo di rendere possibile lo sviluppo, nei
primi esercizi, di alcune categorie di lavori più urgenti come le strade comunali obbligatorie,
 le strade di accesso alle stazioni, la sistemazione montana ed il consolidamento
di frane. E fece compilare un nuovo piano in data 2 aprile 1907, in base ad un nuovo
riparto di detti stanziamenti, che fu poi approvato con la legge 19 luglio 1907, n. 594
‘tabella A). Nel piano regolatore sono comprese tutte le categorie di lavori previste
dalia legge: a) strade nazionali e provinciali; b) strade comunali obbligatorie ;
:) strade comunali di allacciamento; d) strade comunali di accesso alle stazioni ;
£) sistemazione idraulica montana e di pianura; f) bonifiche; g) porti ed opere marittime;
 h) consolidamento di frane); meno le ferrovie per le quali occorrevano speciali
provvedimenti, e le condutture di acqua potabile, per le quali dovevano attendersi
le domande di sussidio da parte dei Comuni.
La ripartizione dei lavori fra le Provincie, secondo il piano regolatore del 2 aorile
 1907, fu fatta tenendo conto dei residui delle somme autorizzate dalle precedenti
 leggi e dei nuovi stanziamenti autorizzati dalla legge del 1906 (1).
Ma ben presto le prescrizioni del piano regolatore non si trovarono più in corrispondenza,
 nè con gli effettivi fabbisogni per le singole opere, nè col loro grado
reale di urgenza, tanto più che i nuovi disastri sopravvenuti, il terremoto del 23 ottobre
 1907, che funestò specialmente il circondario di Brancaleone e quello catastrofico
del 28 dicembre 1898 che rovinò in gran parte Reggio Calabria e una porzione notevole
 del territorio di quella provincia, aggravarono sensibilmeute le condizioni delle
opere da costruire e ne aumentarono notevolmente il costo, sia per ragioni intrinsi
che, sia per il rincaro generale della mano d’opera e dei materiali.
Per avere una norma più sicura nello svolgimento della sua azione e per met
tere il programma in relazione alle nuove e maggiori esigenze, l’Amministrazione allora
credette opportuno procedere ad una revisione dei piani regolatori di tutte le opere.
Ed un nuovo programma fu formato nel maggio 1910, dal quale risultò un maggior
fabbisogno complessivo di circa 100 milioni (2).
Îl nuovo programma, dato anche il forte divario dalle autorizzazioni di legge, non