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(7) Cfr. Sararini V., op. cit, pag. 249,
(8) Cfr. R. ALmaG1à, op. cit., vol, IL, pag. 345.
(9) Cfr. G. D1 TeLLAa, op. cit, pag. 34.
110) Cfr. SaBATINI, op. cit., pag. 252 e segg.
(11) Cfr. R. ALMAGIA, Op. cit., pag. 395 e 396. Secondo l’A. la percentuale dei capoluoghi di Comune
minacciati da frane è del 50 °%, in provincia di Potenza, dal 30 al 40 °/, in provincia di Reggio Calabria,
 dal 20 al 30 °/, in provincia di Cosenza e dal 10 al 20 °/, in quella di Catanzaro.
(12) 1 caratteri orografici comuni ai torrenti calabresi possono essere così raggruppati:
1. Andamento planimetrico tortuoso. — 2. Pendenza del suolo molto forte. — 3. Sezioni trasversali
cestrittissime nella valle; esageratamente larghe n2l piano, -— 4. Alveo pensile nelle campagne piane.
— 5. Origini alte ed alpestri. — 6. Bacini montani, formati di terreni sabbiosi, argillosi, marnosi, ed
in generale decomponibili all’azione dell’aria e dell’acqua, dissodati nelle falde molto inclinate fino alle
alte cime,
Si osservano pure:
I. Piene abbondanti in tempo di lunghe e copiose piogge. — 2. Scarsezza delle magre nei fiumi e
siccità assoluta nei torrenti, — 3. Velocità delle piene molto grande, tanto allo sbocco delle valli che
nei tronchi in pianura. — 4, Torbidezza massima delle acque che rapidamente diminuisce per successivo
 deposito. — 5. Tendenza delle piene allo straripamento per causa delle sirette curve, delle lunate
in senso opposto e dei rapidi colmamenti nel fondo, — 6. Moto irregolare delle acque per le istantanee
variazioni delle pendenze delle sezioni trasversali e per i moltissimi ingombri prodotti dai massi e dagli
alberi trascinati dai monti,
Conseguenze:
i. Corrosione delle sponde e franamenti dei terreni alti e montuosi. — 2. Trasporti di grossi massi,
sabbia e detriti nelle parti pianeggianti, — 3. Protrazione continua dei coni di deiezione, — 4. Distruzione
 delle opere d’arte, abitati e colture, — 5. Impermeabilità della superficie dei terreni sabbiosi e
vegetali per i lenti depositi di marne, di argille, col consecutivo impaludamento delle alte e basse pianure
 e di tutte le plaghe litoranee, rendendole pantanose e sorgenti di aria malsana, con difficoltà di
costruire canali di scolo per prosciugarle. — 6. Impedimento delle prese di acqua e scarsezza delle medesime
 nelle irrigazioni estive, — 7. Grande spesa e difficoltà per la conservazione delle opere marittime
e stradali, — 8. Impossibilità di difese arginali senza prima rimboschire.
Cfr.: Ing. PASQUALE GANGEMI, Sui danni dei fiumi e dei torrenti delle tre provincie calabresi e
sul modo di prevenirli, Venezia, 1889.
(13) Cfr. Elenco Zone malariche, Direzione Generale Sanità Pubblica, 1913.
(14) Risulta dal seguente quadro, compilato in base alle informazioni date dagli Uffici del Genio
Civile delle tre provincie calabresi, quali, in media, nei lavori ivi eseguiti, siano stati i ritardi dipendenti
dalle condizioni topografiche e climatologiche locali *