- 109

1908, a decorrere dal 1° settembre stesso anno, il servizio del Genio Civile in ognuna
delle provincie di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, venne ripartito in due uffici,
 con sede in ciascuna delle città, l’uno per il servizio generale e per le opere
stradali e l’altro per il servizio idraulico.
Contemporaneamente avveniva un nuovo ampliamento di organico per effetto
della legge 9 luglio 1908, n. 403, la quale, mantenendo nel numero di 78 i posti di
ingegnere capo, portò a 390 quelli di ingegnere di sezione, a 55 quelli di ingegnere
allievo, a 660 quelli di aiutante. Tale riforma e la divisione degli uffici dovevano
portare ad un aumento complessivo del personale; ma, per cause diverse, questo
aumento non potè subito verificarsi. Dapprima gravissime difficoltà s’incontrarono
nel reclutamento del personale, risultando assai scarso il numero dei concorrenti ai
posti vacanti, mentre numerose furono le domande di dimissioni presentate. Si aggiunga
 la riluttanza dei funzionari in servizio e di quelli nuovamente reclutati ad
accettare le residenze di Calabria, preferendo in. parecchi casi Ja rinuncia al posto.
Inoltre, sebbene la legge avesse decretato l’aumento essenzialmente per gli uffici
delle provincie meridionali, non essendovi stabilita nessuna ripartizione speciale, mentre
tutto il personale in unico ruolo rimaneva alle dipendenze dello stesso organo centrale,
 non si potè impedire che del nuovo personale si disponesse per corrispondere
alle sempre maggiori esigenze degli uffici anche di altre regioni d’Italia, dato pure
che più agevole riusciva inviare il personale nelle regioni centrali e settentrionali.
Ma altre ragioni impedirono che gli uffici potessero beneficare della riforma di
organico. Sopravvenuto il disastro del 28 dicembre 1908, sì rese necessario il concentramento
 di funzionari nelle regioni colpite, dovendosi, in vista dell’eccezionale stato
di cose, subordinare le esigenze degli ordinari lavori’ alla impellente necessità di
organizzare e rendere, per quanto possibile, fattivi i servizi del terremoto.
Per tale circostanza i funzionari degli uffici delle provincie calabresi furono distolti
 dalle loro sedi e dai loro normali incarichi per un periodo di tempo assai lungo
e proprio quando, e per la compilazione dei nuovi progetti delle opere previste dalla
legge del 1906, e per mettere in armonia i più antichi con le mutate condizioni dei
luoghi e del mercato, e per liquidare gli appalti in corso dei quali si era dimostrata
impossibile la prosecuzione, sarebbe stato necessario poter fare pieno assegnamento
sull’opera di personale pratico e numeroso. Per quanto riguarda, infine, l’ufficio di
Reggio Calabria deve anche tenersi conto delle gravi e numerose perdite che si dovettero
 lamentare di funzionari morti o scomparsi nelle rovine della città.
Al giugno 1909 la situazione del personale tecnico negli uffici di Calabria era
la seguente: