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alcune parti delle opere stesse per sospensione od interruzioni di contratti, 0 per
ragioni tecniche speciali.
Un’idea approssimativa si può desumere tenendo conto solo dei lavori liquidati
per importo superiore a quello contrattuale, che ammontano a più della metà di tutti
i lavori sino ad ora liquidati, e nei quali si ha un’eccedenza di oltre due milioni sul
l'importo di oltre tre milioni e mezzo previsto in progetto.
Inoltre va tenuto conto che parecchi lavori suppletivi di riparazione di danni e
di completamento sono stati eseguiti con progetti per sè stanti, indipendenti dai principali,
 ed essi rappresentano un importo di circa sei milioni in confronto di 27 milioni
 di lavori appaltati e di otto milioni di lavori liquidati (3).
Tn conseguenza, sommando le eccedenze degli appalti e ’ammontare delle opere
di completamento per sè stanti, si ha un importo di circa otto milioni che è eguale
a quello a base di contratto dei lavori sinora liquidati, mentre pei lavori in corso
nessuna previsione potrebbe farsi circa i suppletivi eventualmente necessari o le eccedenze
 che potranno risultare alla liquidazione. Si potrebbe insomma concludere che
in complesso la spesa definitiva per ogni opera è doppia di quella prevista nei progetti
 appaltati.
La questione dei lavori suppletivi potrà essere in parte risoluta con più rigorosi
accertamenti e preventivi, e con lo studio più accurato e ponderato dei progetti;
in questo senso l’Amministrazione ha già disposto, e le disposizioni potranno dare
utili risultati se gli uffici sapranno attenervisi strettamente, resistendo, anche con la
coscienza della loro responsabilità, alle pressioni ed alle insistenze €, se ancora le
popolazioni interessate comprenderanno che il voler far presto in molti casi è contrario
 al far bene e che spesso anche la sollecitudine forzata si riduce, in definitiva,
ad un maggiore ritardo.
Ma anche con ciò non si elimineranno tutte le cause dei suppletivi e rimarrà
sempre la percentuale dovuta alle variazioni imprevidibili di condizioni locali, a più
rigorosi e ponderati accertamenti possibili soltanto nell’atto di esecuzione, ed alle
difficoltà naturali, specialmente in una regione dove gli elementi fisici sono così mutevoli
 ed avversi ad ogni regolare svolgimento di lavoro e specialmente per alcune categorie
 di opere, come le sistemazioni idrauliche, le bonifiche ed i consolidamenti, che,
per la loro natura stessa, rendono quasi impossibile una previsione sicura. Per queste
opere lo studio accurato di preliminari progetti di massima servirà ad evitare previsioni
 troppo lontane dalla realtà, mentre metodi di esecuzione solleciti e sicuri, e sìsterni
 amministrativi che permettano il rapido completamento dei lavori, impediranno
che col decorso del tempo le condizioni cambino o si aggravino, e nuove necessità
si aggiungano a quelle già contemplate. Se tempo e ponderazione occorrono per
lo studio dei progetti, appaltati i lavori occorre fare presto ed evitare ogni causa di
indugio: perchè la lentezza aumenta di per sè stessa le spese.
Rimane poi il problema della manutenzione.