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Gli appaltatori immigrati in Calabria non hanno, in complesso e salvo qualche
eccezione, fatta cattiva prova, e lo dimostra la percentuale dei compensi chiesti per
i contratti da essi assunti, percentuale che è soltanto del 3,09 in confronto di quella
di 28,24 per gli altri appalti. Inoltre essi servono a portare nelle regioni economicamente
 poco sviluppate, metodi e sistemi di lavoro più perfezionati, maggiori capitali
d anche quella maestranza artigiana e quella mano d’opera idonea che fa principalmente
 difetto.
Insieme con gli appaltatori di fuori molto può contribuire alla migliore e più sollecita
 esecuzione delle opere pubbliche in Calabria la immigrazione o la costituzione
di Società Cooperative. Le Cooperative di lavoro sono finora assai scarse in Calabria.
Oltre che al ritardato sviluppo economico ed alle condizioni generali di ambiente,
ciò è dovuto alla mancanza di masse forti ed accentrate di lavoratori, ed in ogni
caso di serie organizzazioni di classe, che sono la base necessaria per il sorgere ed
il prosperare di tali istituti. Manca pure, nelle regioni meridionali, uno spirito forte e
duraturo di associazione, per quanto voglia riconoscérsi una viva tendenza alla solijarietà
 nelle molte associazioni di mutuo soccorso esistenti, di cui parecchie rimontano
 a tempi antichi e di cui altre non rispondono troppo alle esigenze sociali molerne
 e sono sfruttate talvolta da pochi per fini personali.
Ostano anche al sorgere ed al prosperare di Cooperative in Calabria quelle racioni
 che rendono in genere poco idonee le imprese: la mancanza di mezzi finanziari
 e la deficienza di esperienza e capacità tecnica, la quale deficienza sì avverte
specialmente nella direzione e nella maestranza.
In genere i pochi appalti a Società Cooperative hanno dato buoni risultati, perchè
essi non hanno avuto strascico di vertenze o di liti, e soltanto in un caso si è dovuto
 risolvere d’accordo il contratto senza compenso, per l’impotenza della Società
assuntrice a condurre innanzi i lavori.
Si è perciò procurato con disposizioni legislative di favorire e di agevolare questa
specie di appalti, che furono oggetto di studio da parte della Commissione Reale
nominata dal Ministro Gianturco e presieduta da S. E. Luzzatti. Con l’art. 5 della
legge 19 luglio 1907, n. 549, si autorizzò la concessione di appalti a trattativa privata
 alle Società Cooperative in Calabria fino al limite di L. 200.000, e l’ appalto,
anche per trattativa privata, ai Consorzi costituiti o da costituirsi fra Società di projduzione
 e lavoro per un importo doppio dell’ammontare totale degli appalti che potirebbero
 essere affidati alle singole Società costituenti il Consorzio secondo le norme
vigenti. La legge 25 giugno 1909, n. 422, disciplinò la formazione dei Consorzi, ed il
regolamento 12 febbraio 1911, n. 278, regolò più particolarmente la materia.
Nonostante queste disposizioni le Cooperative locali ebbero scarso sviluppo (5).
{n provincia di Cosenza esiste una sola Cooperativa fra muratori in Cetraro. In provincia
 di Catanzaro esistono solamente quattro Cooperative, di cui una per costru-