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zione di sedie e le altre prive assolutamente di capitali o di forze proprie per concorrere
 agli appalti. Un maggior numero di Cooperative si trova in provincia di
Reggio Calabria, dove se ne contano 14 ed alcune di discreta importanza e capacità,
come la Società Cooperativa di produzione e lavoro della provincia di Reggio Calabria,
 sorta per iniziativa della benemerita Associazione degli interessi del Mezzogiorno,
 alla quale hanno dato il contributo del loro ingegno e delle loro grandi idealità
uomini come Pasquale ViLLARI, Giustino FORTUNATO e Leopoldo FRANCHETTI, ed alia
quale hanno data la loro opera intelligente e disinteressata giovani valorosi ed attivi
di molte parti d’Italia.
Si rivolgono inoltre al Mezzogiorno le Cooperative dell’Italia centrale, ed i due
Consorzi delle Cooperative di Ravenna hanno già assunto importanti lavori di bonifica,
 ed altre Cooperative del Veronese sono in trattativa per assumere lavori stradali,
idraulici e specialmente di bonifica. L’importante per questa emigrazione interna è la
costituzione di zone e centri di irradiazione, ed in questo senso l’Amministrazione ha
cercato di distribuire la concessione degli appalti, agevolando come meglio era possibile
 le Cooperative anche per la ricognizione preventiva delle località.
Qualche osservazione deve farsi a proposito dei vari sistemi di appalto.
Di 337 contratti 144 furono appaltati per pubblica gara, 26 mediante licitazione
privata, 45 mediante trattativa privata, 122 mediante cottimo. La pubblica gara ha
dato luogo ai soliti inconvenienti specialmente per i ribassi eccessivi. La media dei
ribassi non è alta e si aggira intorno al 13 °/,: però, mentre assai numerosi sono i
ribassi piccoli inferiori alla media del 10 i alcuni ribassi sono invece assai rilevanti
2 superano notevolmente la media, arrivando fino al 41,03 °/,. In questi casi l’Amministrazione
 ha dovuto usare della facoltà di non approvare l’aggiudicazione e di
rinnovare l’esperimento. Ma allora altri inconvenienti si sono verificati: l’impossibilità
di prescrivere nella pubblica gara o nella licitazione tra imprese private la scheda
del massimo, ammessa per le licitazioni tra Società Cooperative (art. 44, reg. 12 feboraio
 1911, n. 278), e negli appalti mediante licitazione privata per i lavori di bonifica
 (T. U. 22 marzo 1900, n. 19, art. 62), poichè la Corte dei Conti, contrariamente
al parere del Consiglio di Stato, ha ritenuto non solo non prevista, ma esclusa la
scheda del massimo per le forniture passive, dalla vigente legge di contabilità. Di
più non sempre si è potuto o si è pensato di escludere dalle gare o licitazioni le
imprese che avevano fatto offerte eccessive, inquantochè il ribasso sproporzionato
presuppone un intendimento poco leale di rifarsi della perdita per altra via: ed allora,
 annullata l’aggiudicazione per il ribasso troppo forte, l’appalto è riuscito poi aggiudicato
 allo stesso imprenditore con un ribasso assai minore.
Nè della facoltà di annullamento l’Amministrazione può abusare per non ritardare
di troppo i lavori, di fronte alle insistenti premure ed all’impaziente attesa delle pooolazioni
 interessate,