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D'altro lato non rare volte la pubblica gara ha dato risultati negativi, sia peril
 tentativo delle imprese locali di ottenere condizioni più favorevoli, sia per le ef.
fettive difficoltà di alcuni lavori che si svolgono in località. lontane dalle ordinarie
-omunicazioni, o in territorio alpestre e malagevole, o in lecalità malariche.
Per eliminare alcune di queste difficoltà si è ricorso frequentemente alla licitazione
 privata, anzichè all’asta pubblica, tanto più che l’art, 57 della legge 13 luglio
1910, n. 466, estendendo le norme della legge 12 gennaio 1909, n. 22, ha dato facoltà
di appaltare a trattativa privata fino a L. 40.co00 tutte le opere pubbliche dipendenti
dal terremoto e dalla legge del 25 giugno 1906 in Calabria, prescindendo dalle formalità
 richieste dalle disposizioni contabili vigenti. Così dopo il 1906 su 256 contratti,
24 sono stati fatti in seguito a licitazione privata e 33 in base a trattativa, mentre
prima del 1906 su 8g contratti, 2 soli erano stati. preceduti da licitazione privata e
12 da trattativa (6). Numerosissimi: poi sono stati i lavori eseguiti in base a cottimi,
 100 dopo il 1906 e 22 prima, seguendosi questa forma specialmente per lavori
di lieve importo o per opere di bonifica ed opere idraulico-forestali, nelle quali in
genere per mutabilità nelle condizioni dei luoghi, e per gravi difficoltà tecniche, non
conviene all’Amministrazione di vincolarsi con appalti troppo complessi. d'importo
assai elevato ed a lunga scadenza (7).
In molti dei contratti stipulati l’esecuzione dei lavori è stata intralciata dal sorgere
 di vertenze con le imprese, vertenze che hanno ritardato ed interrotto qualche
volta lo svolgimento del contratto, e che, a contratto esaurito, hanno ostacolato il
completamento delle opere,
Dei 337 contratti di appalto stipulati 88 hanno dato luogo a vertenze. Più particolarmente
 dei 166 pei quali si è già verificata l’ultimazione ed il collaudo, 16 soro
stati risoluti ai termini dell’art. 345 dei Lavori Pubblici, 3 rescissi ai termini dell’articolo
 340, 2 proseguiti d'ufficio e 74 hanno dato ‘luogo a vertenze, che per 9 casi
sono state definite con giudizio arbitrale, per 53 sono state risolute mediante transazione,
 per 4 si sono chiuse con la reiezione amministrativa delle domande di maggiori
compensi e per 22 appalti trovansi tuttora in corso d’istruttoria (8. In complesso, su un
totale di lavori d’importo netto contrattuale di oltre 8 milioni, sono stati chiesti compensi
 per oltre 7 milioni di lire ed accordati per oltre 1.000.000, salvo le risultanze
delle istruttorie ancora in corso per 22 appalti (9).
La cifra è abbastanza rilevante, se si consideri che molti degli appalti ultimati
pei quali vertenze non si sono verificate, sono piccoli cottimi, nei quali in genere le
riserve non possono aver campo di esplicarsi. Ma in confronto dei compensi chiesti,
la somma di quelli accordati apparisce di molto inferiore : 1 milione su sette. È
vero che in genere le imprese presentano domande. esorbitanti, per accontentarsi poi
di compensi più modesti; ma non si può dire che (in confronto a ciò che avviene
210ormalmente, non solo pei lavori pubblici, ma anche privati che sono appaltati in