139 -

due anni, ben 36432 baracche per ricovero dei superstiti, divise in 179 Comuni e
sparse sopra una superficie di oltre seimila chilometri quadrati.
E quanta sia stata la mano d’opera salariata, occorsa nei lavori d’immediata
riparazione dei danni del terremoto, può desumersi facilmente anche dall’importo com.
plessivo della spesa per essi sostenuta dallo Stato che, a tutto il 30 giugno 1911,
ammontava ad oltre 82 milioni (5). |
Assai rilevante, del resto, è anche il numero delle giornate di lavoro fatte in Calabria
 dopo il 1906 da operai occupati in lavori di costruzione e manutenzione di edi-‘ici,
 in lavori stradali, idraulici, di bonifica e marittimi, eseguiti in economia o in
appalto per conto dell’Amministrazione governativa, risultando ' complessivamente in
2,831,577 le giornate di lavoro nel settennio 1906-1911, con un massimo di 281,712
ziornate nel mese di settembre ed un minimo di 171,674 in dicembre (6).
Sì comprende, perciò, come il concorso simultaneo dell’emigrazione e della straordinaria
 esecuzione di urgenti e numerose opere pubbliche sia riuscito ad alterare pro-‘ondamente
 il rapporto di equilibrio tra la domanda e l’offerta di lavoro, ed, accentuando
 il grado di limitazione della mano d’opera rispetto all’accresciutone bisogno,
+e abbia determinato un aumento di prezzo così rilevante.
Da qui un aurnento considerevole delle spese per l’attuazione della legge, ed il
sorgere di gravi questioni durante la gestione degli appalti.
Ben pochi sono stati, invero, anche i primi progetti compilati in esecuzione della
legge, l'importo dei quali abbia potuto contenersi nei limiti delle previsioni fatte in
base al primitivo piano regolatore di massima per l’esecuzione dei lavori, Altre cause
naturali, od economico-sociali, hanno contribuito ad elevare il costo delle opere oltre
i limiti previsti; ma tale aumento è, in parte notevole, dovuto al rincaro del costo
della mano d’opera, la quale, com’è noto, rappresenta in media oltre la metà del costo
:otale dei lavori.
Ora, in presenza delle accennate condizioni del mercato e specialmente in seguito
al terremoto del 1908, dal quale fu determinata la maggiore e più urgente richiesta
Ji mano d’opera, quasi nessuno degli appaltatori, nelle tre provincie calabresi, ha
tralasciato di domandare all’Amministrazione maggiori compensi per l’aumentato costo
del lavoro, sebbene in nessuno dei rispettivi contratti di appalto fosse stata omessa
ia espressa pattuizione della invariabilità dei prezzi relativi.
Siffatte pretese, talvolta rilevantissime, hanno potuto bensì essere respinte quando,
all’epoca della stipulazione del contratto od a quella dell’aggiudicazione dei lavori, si
erano già verificati od erano prevedibili i fenomeni dai quali poscia gli appaltatori
hanno affermato essere dipeso il rincaro della mano d’opera. In tali casi, un apprezzamento
 abbastanza esatto delle conseguenze dei fatti che potevano influire sul merato
 del lavoro, non solo era possibile, ma anzi doveva essere fatto dalle imprese al
momento di adire le pubbliche gare. Ed infatti anche le conseguenze economiche