141

diverse prima della stipulazione del contratto di appalto, e da quelli che anche dopo
sarebbero ad ‘ogni modo avvenuti per cause prevedibili (7).
L’Amministrazione ha però potuto efficacemente esplicare la propria difesa quando
sì è trattato di precisare, agli effetti della liquidazione dei danni da risarcire alle imprese,
la misura dell’affermato aumento del costo della mano d’opera in relazione ai singoli lavori.
Siccome il rialzo dei salari non si è verificato esclusivamente in seguito al terremoto del
1908, ma anche in dipendenza di quelli del 1907 e del 1905, e di altre varie e complesse
circostanze, così è occorso anzitutto porre la massima cura nello sceverare da altre
influenze quella che queste ultime cause hanno potuto spiegare sul mercato del lavoro.
Compiuta tale eliminazione, più facile è rimasto stabilire l’aumento medio del tasso
dei salari verificatosi in dipendenza dei successivi terremoti, a precisare il quale hanno
giovato così le testimonianze dei funzionari del Genio Civile, come i certificati dei
Sindaci e delle Camere di Commercio. In base a questi elementi, e per risolvere le
vertenze sollevate dagli appaltatori, è stato possibile valutare nella misura approssimativa
 del 35°/, il rincaro medio della mano d’opera prodotto dal terremoto del 1908,
ed in una percentuale di poco inferiore quello determinato dai terremoti antecedenti.
È evidente, peraltro, che gli effetti dei fenomeni tellurici in ordine al costo della
mano d’opera non si sono manifestati in ogni località nella identica proporzione.
Perciò nel valutare l’aumento dei salari determinato da ciascuno dei tre maggiori
‘erremoti in Calabria, nè l’Amministrazione, nè î Collegi Arbitrali hanno potuto attenersi
 ad un’unica percentuale. Siccome, poi, il rapporto proporzionale tra il costo
della mano d’opera e quello delle provviste varia secondo le differenti categorie dei
lavori da eseguire e secondo il diverso stadio del loro sviluppo, così hanno dovuto
essere differenti, e sono stati difatti ammessi in misura variabile dal 15 al 30%, i
2ompensi percentuali sull’importo dei lavori.
Cessato il periodo di più intensa ricerca di operai per le riparazioni urgenti dei
danni prodotti dal terremoto, non per questo è scomparso il rincaro della mano d’opera.
 Il fenomeno perdura ancora, sopratutto per 1a intensificata attività di esecuzione
di opere pubbliche in Calabria e nelle regioni vicine, che la più ampia disponibilità
di personale tecnico ha reso possibile.
Senonchè esso può ormai essere preveduto e precisato, nè quindi può offrire
vase a pretese di maggiori compensi da parte degli appaltatori. E per la medesima
ragione è da escludere, come è stato escluso anche da recenti pronuncie arbitrali,
che possa costituire titolo per domande di maggiori compensi il fenomeno dell’emigrazione,
 poichè nemmeno esso è nuovo ed improvviso, ma ne sono invece note così
‘e cause e le leggi, come le conseguenze che può produrre sul mercato del lavoro;
Potranno, pertanto, essere tra pochi anni esaurite tutte le vertenze del rincaro
di mano d’opera in dipendenza dei sopravvenuti terremoti; ma non è lecito del pari
prevedere che possano, per ora, essere stabiliti nei nuovi progetti prezzi più bassi o