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più dettagliato e completo sono state impartite, anche con speciali moduli-tipo di
allegati per la sistemazione idraulica e forestale, su parere 14 maggio 1912 del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dai Ministri per i Lavori Pubblici e per
l’Agricoltura Industria e Commercio con loro decreto 20 agosto 1912.
Le due circolari luglio 1907 e settembre 1908 contenevano pure alcune istruzioni
 sul carattere, ora di massima, ora esecutivo, prescritto pei progetti e sulla
procedura e competenza da seguire per l'esame ed approvazione. In sostanza con
quelle e con successive istruzioni si è ritenuto doversi per ogni bacino studiare un
brogetto di massima, quando la sua estensione sia tale da non permettere l’esecuzione
 dei lavori in una sola volta e da richiedere perciò una organizzazione preliminare
 di una data opera. Nel progetto deve essere indicata la graduatoria dei lavori
-orrispondente alle diverse parti del bacino, suddistinto eventualmente nei bacini
secondari: e su parere favorevole della Commissione Centrale, sia in merito al progetto,
 sia sulla relativa graduatoria, si procede allo studio dei singoli progetti esecutivi
 secondo l'ordine stabilito, premessa per ciascuno la delimitazione delle competenze
 fra uffici del Genio Civile e forestali, chiamati così a proporre e ad attuare
lavori secondo la loro attribuzione.
Alle obbiezioni mosse da taluni, preoccupati che questo studio preparatorio di
massima possa ritardare troppo i lavori, anche se urgenti, fu osservato che, — tranne
in casi n07n frequenti nei quali si può ritenere che opere saltuarie specie in pianura,
prima della sistemazione del monte, possano sortire durevole e sicuro effetto, — dovendosi
 invece per regola cominciare i lavori dal monte (cfr. articolo 268, lettera b,
del regolamento 24 dicembre 1906, n. 170) con opere di effetto non immediato, è
iuori di luogo parlare di urgenza, nè sarebbe ragionevole pretendere dallo Stato in
un breve decorso di tempo il rimedio a danni cagionati ed accumulati da secolari
devastazioni di boschi.
Dei rimedi cui si può ricorrere in un primo periodo riesce preferibile il rinsaldamento
 ed il rimboschimento delle pendici, alle opere idrauliche di trattenuta negli
alvei. La efficacia dei rimboschimenti, è vero, comincia a rivelarsi nel decorso di
qualche anno, ma acquista carattere permanente; e la loro importanza decisiva
nelle esperienze fatte in altri paesi e da noi (8), ha mirabile riscontro nella semplicità
 ed economia dei mezzi impiegati e nella loro adattabilità a tutte le circostanze
del terreno e del clima, là dove non con opere d’arte dispendiose talora di breve
durata e che non valgono a sostenere la forza travolgente, la irresistibile potenza
escavatrice delle acque (9) e causano talvolta con la loro rovina disastri maggiori,
ma nell’uso di modesti mezzi (legname, pietre provviste sul luogo, reti metalliche
per formare serre, traverse, sostegni con fascinate, gabbioni riempiti di sasso) e nella
forza di vegetazione delle piante è da cercare l’arresto delle frane superficiali, il
rinsaldamento e la prima correzione delle pendici e degli alvei secondari che forniscono
 la maggior parte del materiale alluvionale che discende al piano.