CAPO VI.

LE BONIFICAZIONI

L’attuazione delle bonifiche di Calabria importa sostanzialmente la risoluzione
di un vasto problema di sistemazione idraulica. La soggiacenza delle campagne al
livello del mare e agli impaludamenti, caratteristica della maremma toscana, degli
stagni dell’Italia centrale e dei piani dell’ Italia settentrionale, portati a fertili colture
dall’industria dell’uomo, in massima è sconosciuta nelle terre calabresi.
Dai monti che dai confini di Basilicata si distendono lungo il litorale tirreno
e ionico, e lo limitano in zone pianeggianti di solito assai ristrette, interrotte da contrafforti
 che sporgono nel mare in numerosi promontori, o si elevano in alti appicchi
 — come fra Briatico e Nicotera, fra Palmi e Scilla — sboccano per tristrette
 gole frequenti corsi d’acqua. La maggior parte, con alvei assai acclivi, spingono
 nel breve piano i depositi del materiale montano in coni talora così imponenti
da permettere il passaggio della strada ferrata in galleria. Taluni invece hanno decorso
 molto esteso. Massimo fra tutti il Crati che, ricco di numerosi tributari nel
bacino di raccolta sotto la Sila, aumentato dalle acque del Busento a Cosenza, percorre
 in un profondo solco, in direzione da mezzogiorno a tramontana, la parte più
interna della provincia, raccogliendo acque e abbondanti materiali alluvionali di molti
torrenti fin sotto Tarsia e Terranova, donde, per il piano di Sibari ove da epoche
remote sì è aperto il varco nelle proprie alluvioni, sbocca al mare dopo aver ricevuto
 in sinistra il tributo di un esteso bacino costituito dal Coscile, e suoi affluenti
(Esaro, Garga, Gronde, Follone).
In queste condizioni dei corsi d’acqua, quasi tutti di natura torrentizia, a fortissime
 pendenze nella maggior parte del loro percorso, con le origini in bacini generalmente
 disboscati, spesso franosi, costituiti da terreni sciolti facilmente dilavabili
(sabbie e terra vegetale) o di facile disgregazione (schisti e argille più o meno
compatte) o da giacimenti granitici in completo sfacelo, l’enorme quantità di mate-