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zioni nella loro portata denotano che ormai si è affermato nel campo pratico il concetto
 che una bonifica non può ritenersi tale se non « integrata » da tutti i suoi
elementi e sopratutto dal fattore dell’agricoltura intensiva, della colonizzazione che
ne assicuri il risultato finale e permanente.
Spetta al tecnico preparare nella sua struttura essenziale la bonifica idraulica
con argini, con reti principali di canali, e colmate di bassure ; risanare secondo l’opportunità
 gli stagni litoranei, aprendo la via alle acque marine benefiche per la loro
composizione e per il moto alternato,
Ma è ufficio e dovere civile dei proprietari, Ià dove lo Stato ha predisposti
‘anti utili provvedimenti, di assicurarne la integrità e la conservazione, e trarre il
maggior partito dalle stesse condizioni del luogo: ricavare dal suolo tutta la produttività
 di cui è capace, congiungere ai canali principali le reti secondarie da aprire
 a loro cura per il prosciugamento del suolo o per la irrigazione, mantenere
il risanamento degli stagni messi in comunicazione col mare e ridurli a forme redditizie
 : come saline, valli da pesca, o altro.
In difetto di tale cooperazione si imporrà il ricorso a provvedimenti più radicali
che sostituiscano all’inerzia o all’incapacità dei proprietari l’opera integratrice dello
Stato o di concessionari, nel redimere e nel mettere in valore estese zone di terreno
che troppe ragioni di pubblico interesse non consentono siano lasciate improduttive
2 fomite di mali.

La attuazione delle bonifiche in Calabria ha risentito particolarmente, — perchè
queste opere vogliono organizzazione più complessa, — le difficoltà d’indole generale
 che hanno portato notevole ritardo a tutte le opere pubbliche: difficoltà naturali,
 di personale e di organizzazione e di uffici, e specialmente difficoltà dipendenti
dalla |scarsezza di mano d’opera e dalla mancanza di imprese capaci, oneste e fornite
 di mezzi. A quest’ultima difficoltà si è cercato ovviare, affidando i lavori a
cooperative e Consorzi di Cooperative (6), ed i primi esperimenti già felicemente
avviati possono costituire l’inizio di un nuovo e più razionale indirizzo per agevo-‘are
 non solo l’esecuzione delle opere previste dalla legge speciale, ma per assicurare
 una opportuna distribuzione di lavoro fra le varie regioni e provvedere al
ripopolamento dei paesi abbandonati ed alla costituzione di nuovi centri abitati
‘art. 97 legge del 1906 e 254 regolamento).
Una dimostrazione dei risultati ottenuti nelle bonifiche calabresi, cioè di tutta
l’opera utile spiegata dall’Amministrazione per attuarne il programma tracciato
dalle varie leggi, non sarebbe completa se si limitasse alla sola esposizione dei lIazori
 eseguiti o in corso, ed al confronto del loro ammontare con altri elementi (sviuppo
 dei lavori rispetto alle opere previste, al tempo, al personale adibitovi, ecc.).
Riguardo alla effettiva attuazione dei lavori, anche i piani di massima rappresentano