Si tratta evidentemente di una questione di limiti e di apprezzamento, caso per
caso, non essendo possibile determinare a $riori, in massima, fino a che punto lo
Stato, in considerazione di notevoli vantaggi all’agricoltura ed all’industria, possa
addossarsi opere più estese e costose oltre quanto sia strettamente necessario per
la sistemazione di un bacino montano, per la difesa dei territori latistanti o del piano
o di altre opere pubbliche.
A. risolvere la questione nei casi più dubbio per incertezza di criteri, e sopra
‘utto per soverchio aggravio che deriverebbe allo Stato dal soddisfare anche al
‘ine accessorio, possono valere condizioni particolari : come ad esempio il concorso
di enti e di proprietari interessati che annulli o diminuisca sensibilmente la spesa
che si richiede per conseguire la finalità accessoria (4).
Indubbiamente però nella politica delle acque i provvedimenti intorno alla for
mazione dei serbatoi di ritenuta, oltre che rappresentare un passo notevole della legislazione
 nel seguire uno dei più interessanti sforzi dell'ingegneria moderna, rispondono
ad una sentita necessità dell’industria. Dove mancano laghi naturali montani o i
aaturali serbatoi di acque, quali i ghiacciai, ed i fiumi alternano il loro regime di
piene improvvise e brevi con lunghi periodi di siccità o di magra di nessun’ pro-‘itto,
 o dove l’uomo ha tratto già partito, in condizioni più facili, dei salti naturali nei
fiumi, 1à i bacini artificiali offrono un nuovo e più vasto campo alla speculazione ed
alle industrie.
Se ne può ottenere facilità di irrigazione, sviluppo di pascoli, di colture. e
grande produzione di energia elettrica.
Non minori sono i vantaggi nel risolvere il problema delle sistemazioni e delle
’onifiche del piano. Reso regolare il deflusso dei fiumi, soppresse le piene violente,
impediti gli scoscendimenti e le frane, i grandiosi serbatoi esimeranno dal provvedere
n ridurranno a misura più modesta le opere di correzione dell’alveo dei torrenti
‘briglie, dighe longitudinali), di arginamento, di bonifica nel piano.
Allo Stato, dopo che con la recente legge ha assunto la sistemazione dei bacini
montani, può convenire entro certe condizioni e nei limiti sopra accennati, di costruire
invece o insieme con opere di difesa e forestali, serbatoi utilissimi ai servizi pubblici,
‘onte di reddito che in parte può compensare le spese per riordinare il regime
draulico.
Non sono però da tacere gli ostacoli che si frappongono a questo. primo espe-:imento
 di creazione di un demanio idro-elettrico. La disposizione ancora timida e
imitativa della legge (art. 7) parrebbe quasi un'affermazione di principio, un prososito,
 piuttosto che la base di un vasto programma pel quale, conviene riconocere,
 occorrerebbero mezzi molto superiori alla potenzialità del bilancio nazionale.
impari tuttora a sopperire alle enormi spese richieste dalle sole difese idrauliche.
Per queste considerazioni, e poichè d’altronde un felice risveglio di iniziative