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 sì presenta ad assumere imprese tecnicamente e finanziariamente così ardue
converrà, quando sia possibile, fare per ora largo affidamento sulla libera industria,
riservando in tal caso allo Stato una funzione di ausilio che appare pienamente giustificata
 quando si rifletta che, se talora il costo della produzione dell’energia e il
‘imite dei redditi industriali non potrebbero consentire, senza aiuto dell’Erario, la
costruzione di opere così imponenti, d’altra parte può convenire allo Stato di prescrivere
 che a serbatoi studiati a scopo industriale siano date maggiori dimensioni
per conseguire ad un tempo la sistemazione di un bacino montano ; e in altri casi
l’aiuto dello Stato può rappresentare l'effettivo risparmio che realizzerà nel provve:
lere alle opere di sistemazione del corso montano, vallivo, e di bonifica.
Varie possono essere le forme di sovvenzione dello Stato : o sotto forma di esenont
 fiscali, o di concorso con somme determinate, o con speciali concessioni di opere
pubbliche che sieno strettamente connesse alla formazione del lago artificiale e all’e
sercizio dell’industria inerente, o infine con la facoltà di espropriare i terreni soggetti
ad irrigazione quando i proprietari rifiutino di acquistare l’acqua, e nei limiti che
dal piano finanziario risulti necessario per colmare lo sbilancio dell’impresa.
A. questi criteri è ispirato il progetto di legge presentato dai ministri Sacchi,
Nitti, Tedesco e Facta il 5 marzo 1912, n. 1051, alla Camera dei Deputati per agevolare
 la costruzione dei serbatoi e laghi artificiali,
La novità della materia ne fece protrarre l’esame, e la provvida concezione
avrebbe ancora vagato a lungo nel campo dei desideri e delle proposte, se ardite e
geniali iniziative private non avessero affrettato un primo particolare esperimento
attuato con la legge 11 luglio 1913. n.985, &lt; provvedimenti relativi alla costruzione
di serbatoi e laghi sul Tirso e sui fiumi silani ».
AI disegno di legge diedero causa varie domande di derivazione (5 e 7); quella
fra esse che, alla data della proposta della legge (maggio 191 3) e alla sua approvazione,
 offriva maggiore utilizzazione di acque e più largo rendimento di produzione
di energia elettrica, e costituiva il massimo sforzo della tecnica (6); fu tenuta presente
 nelle relazioni del Governo, nella discussione alla Camera e al Senato come
unto di riferimento.
La legge però autorizza il Governo a dare la concessione con preferenza alla
domanda che presenti migliore e $tù vasta utilizzazione per nroduzione di energia
2lettrica e per irrigazione.
Trattasi in sostanza di utilizzare le acque del Neto e dei suoi affluenti di destra
 Arvo e Ampollino scorrenti questi ultimi, in direzione da occidente ad oriente,
in due valli parallele, pianeggianti dell’altipiano silano alla quota media di m. 1200
sul mare, sede manifesta di antichi laghi.
La conformazione del massiccio montuoso che, verso la confluenza dei tributari
di destra nel Neto, presenta pendici dirupate con dislivelli di oltre 1000 metri fra il