ciglio superiore e il piano sottoposto, si presta mirabilmente alla costruzione di opere
per ricavare dal salto un elemento straordinario di produzione di energia elettrica.
Il regime torrentizio di quei fiumi, variabili da poche centinaia di litri a parecchie
 migliaia di mc. al 1”, non può essere messo a partito che ripristinando con
sbarramenti artificiali gli antichi laghi: come è proposto pel Neto (diga di m. 62)
presso S. Giovanni in Fiore, nell’Arvo e nell’Ampollino, rispettivamente alle strette
lella Nocella (diga di m. 40) e di Trepidò (diga di m. 29).
Si possono così ottenere i tre serbatoi nell’Arvo, nell’Ampollino e nel Neto,
capaci rispettivamente di 157, 61 e 17 milioni di metri cubi: in uno, mc. 235.000.000.
[Il bacino imbrifero di km. quadrati 400 permette di utilizzare una portata con-:inua,
 costante di mc. 15 al 1”, che si potrebbe ottenere con opportuna erogazione
coordinata delle acque dei tre bacini. Quello del Neto fornirebbe col deflusso ordinario
 e con la riserva delle piene la quantità media occorrente : il bacino dell’Arvo,
comunicante per cunicolo in galleria con quello dell’Ampollino, dal quale si erogherebbe
 l’acqua dei due laghi, sopperirebbero in tempo di magra con le acque ordinarie
 e di piena immagazzinate, alla differenza necessaria per il volume continuo su
accennato. Se ne potrebbe ritrarre, con tre successive centrali elettriche, una potenza
 costante di HP. 170.000 nominali. Il costo totale delle opere, escluse le linee
2lettriche di distribuzione, ammonterebbe a 66 milioni di lire,
Tale ingente forza sarebbe distribuita in Calabria, in Basilicata, in Puglia, per
scopi industriali, di trazione, di illuminazione pubblica e privata, e per sopraelevare
numerose sorgenti litoranee delle Puglie da adibire ad irrigazione di terreni aridi.
La portata dei fiumi suddetti, dopo la creazione della energia, restituita al corso
naturale ad una distanza di 30 km. dal mare, potrà essere utilizzata per irrigare
ro mila ettari nella pianura cotronese.
La regolazione del deflusso, eliminando le grandi piene, varrà a facilitare ed a
rendere più economici i lavori di arginatura e di bonifica della bassa valle del Neto.
Tl favore col quale le popolazioni più interessate della provincia di Catanzaro
affrettarono e seguirono l’approvazione del progetto di legge dimostra quanto le
proposte sieno apprezzate e quanta speranza si raccolga su di esse.
TI completamento e l'ampliamento del porto di Cotrone, ora in corso, costituirà
una base di scambio provvidenziale per i prodotti delle industrie che in opifici da
‘mpiantare in quella zona litoranea, si potranno ottenere con l'impiego dell’energia
slettrica dei laghi silani.
Del resto per la Sila come per altri grandi bacini di Calabria non sono mancate
 altre proposte di vasti impianti sulle quali si è esperita la istruttoria dell’art.
240 del regolamento 24 dicembre 10906 (7).