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gono in vigore le norme di competenza passiva stabilite dalla legge 2 aprile 1885.
a. 3095, in dipendenza della assegnazione di ognuna delle opere marittime ad una
determinata categoria e classe come sarà indicato in seguito (art. 129, reg. 24 dicembre
 1906, n. 670). Però, sempre per espressa disposizione del citato articolo 40,
sono classificate nella 3° classe della seconda categoria le opere di approdo (ora i
sorti) a Paola ed a Tropea, e tutti i pontili e le boe di ormeggio indicati nella tabella
 F : perciò debbono esser mantenuti dallo Stato col concorso della Provincia e
dei Comuni (60 °%). Per analogia, identico trattamento va fatto alle boe di Bagnara
e di Gerace Marina.
Le opere accessorie ai pontili, indicate nella tabella F, sono quelle necessarie
al loro esercizio, quali ad esempio le rampe d’accesso per inevitabili raccordi della
spiaggia col piano praticabile del pontile (in media a m. 2.50 sul livello del mare),
3 per assicurarne l’impianto a terra con spalle e muri contenitori. In qualche caso,
però, con larga interpretazione della legge, è stato compreso nei progetti anche
qualche breve tratto di strada di accesso in continuazione della rampa fino a prossime
 vie di comunicazioni ordinarie, o ad abitati.
Sarebbe eccessivo considerare tali strade come accessori o parte del pontile,
anche perchè si sviluppano per solito fuori degli arenili e delle zone demaniali.
Del resto la legge sui lavori pubblici (art. 16) e le leggi speciali - in materia
stradale, annoverano fra le comunali quelle per congiungere l’abitato a scali marittimi.
 Non pare dunque dubbio che, ad opera compiuta, quei tratti di strada debbano
aggere presi in consegna dalle Amministrazioni comunali per curarne la manutenzione.

Oltre le difficoltà generali pei lavori pubblici in Calabria, per queste opere hanno
vuta la loro parte le difficoltà inerenti al genere del lavoro marittimo: quali la
-istrettezza delle zone utilizzabili per cantieri, le soggezioni imposte dal commercio
e dai servizi marittimi, le difficoltà di trovare buone ed abbondanti cave di pietra
per le scogliere e la costruzione dei moli, in località non lontane, con vie di trasporto
 agevoli, la soggezione dei lavori a danni di mareggiate, la minore utilizzazione
di giornate lavorative, potendo la agitazione del mare impedirli o renderli più lenti
anche quando sia buon tempo; le incognite delle correnti, del regime delle spiaggie
sulle quali la costruzione di moli, sporgenti, pennelli può inopinatamente influire,
promuovendo insabbiamenti che rendano necessario portare aggiunte, modificazioni
al piano dei lavori.
Difficoltà di maggiore e di particolare importanza per i lavori portuali. in Calabria
 si sono avute nei danni del maremoto e del terremoto del 28 dicembre 1908
che sconvolse e distrusse specialmente il molo e le banchine del porto di Reggio
Calabria, dissestò — sebbene in misura assai più limitata — il molo di Villa’ San
Giovanni.