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mento del porto) e diretto, oltre -a ciò, a migliorare le comunicazioni ferroviarie e
locali, con una spesa di L. 3.950.000, — certo sproporzionata ai mezzi disponibili perchè
i soli lavori ferroviari assorbirebbero tutto il fondo per l’attuazione del piano regolatore,
 — si è avuto modo di constatare esser possibile modificare il tracciato della
deviazione ferroviaria prevista nel piano regolatore (detta variante rossa), seguendo,
con opportuni adattamenti, altro tracciato che, avvicinandosi in certo modo a quello
attuale e soddisfacendo nello stesso tempo allo scopo fondamentale di lasciar libero
lo spazio necessario ad oriente del porto per la maggiore escavazione del bacino,
eviterebbe però il passaggio a livello, l’inopportuna trincea nel nuovo piano della
città, il costoso attraversamento del torrente Annunziata con galleria sub-alvea, gli
onerosi impianti ferroviari e della stazione marittima alla banchina di levante, ed
altre opere, compreso lo spostamento all’angolo N-E. del porto dell’approdo dei ferryboats,
 che invece conviene mantenere nel posto attuale (angolo $-W.) come per considerazioni
 nautiche risulta preferibile.
Tutto ciò si concilierebbe anche col desiderio di corredare le banchine del
porto di binari allacciati con la linea di corsa: il tutto con una spesa di circa lire
500.0000 che lascerebbe sui fondi disponibili quanto basta per proseguire attivamente
gli altri lavori del piano regolatore.
Salvo a concretare questa variante alla deviazione della linea con l’amministrazione
 ferroviaria, la proposta ha meritato anche l’approvazione degli enti locali (9),
che si sono limitati a chiedere solo sia eliminato il passaggio a livello della futura
deviazione ferroviaria presso il piazzale del porto, rendendo indipendenti, con oppor-‘uno
 cambiamento di quota, la ferrovia e la strada di accesso al porto.
Intanto, per affrettare l'attuazione del piano regolatore, in attesa che questo
punto sia definito, si provvederà al più presto, secondo progetto in studio, allo scavo
jella. darsena al Nord del porto.
VII. Porto di Cotrone (Porto Nuovo); (legge 23 luglio 1881, n. 333; 14 luglio
1889, n. 6280 ; 13 marzo 1904, n. 102, e 25 giugno 1906, n. 255). Classificazione
definitiva con R. D. 4 aprile 1901, in 1° categoria per le opere riguardanti la sicurezza
jell’approdo e nella 3° classe della 2° categoria per quelle d’interesse commerciale.
La penisoletta sulla quale sorge l’abitato forma due insenature rivolte l’una a
mezzogiorno, l’altra a tramontana; in esse sono costruîti i due porti, vecchio e nuovo.
Quello a mezzogiorno sembra sia di antichissima costruzione e rimonti, a detta di
storici, ai tempi della Magna Grecia. Altri sostiene l’antico porto essere esistito nel
tratto estremo del fiume Esaro, ora interrito. È certo però che il $orto a mezzogiorno,
 detto vecchio, ebbe integrale ricostruzione o costruzione al tempo di Carlo III
di Borbone. È soggetto ad interrirsi rapidamente, ed ‘il fenomeno deve esser di
lunga data trovandosi tuttora antiche opere dirette ad impedire l’ingresso delle sabbie
nel bacino. Lo specchio acqueo utilizzabile è limitatissimo, tanto che si provvede